Tempo di cover

Dopo il successo del primo concorso del gruppo di scrittura creativa I Parolanti, che ha portato alla pubblicazione del volume “Confessioni al telefono” che staziona da mesi in testa alle classifiche antologie di Amazon (e se volete leggerlo lo trovate qui: https://amzn.to/2RH31Vx), eccoci a proporvi il nuovo bando.
Questo secondo concorso è una sfida alla vostra fantasia, un vero e proprio confronto con i miti del nostro immaginario collettivo: abbiamo infatti deciso di farvi scrivere una “cover”.

Mi spiego meglio. Tutti abbiamo sentito canzoni famose riarrangiate e riproposte nello stile di chi tributa un omaggio all’artista che per primo fece quel brano. Ci sono però alcune proposte talmente innovative e differenti dall’originale, da essere qualcos’altro. Ecco, noi vogliamo che voi scriviate quel qualcos’altro, un lavoro mirato a reinterpretare e non a scimmiottare.
Vorremmo che rendeste il vostro personale omaggio a qualcosa di celebre, rendendolo diverso. Il vero focus di un esercizio simile non è ammiccare all’originale, ma portare allo scoperto un meccanismo che usiamo tutti, consciamente o meno, che è quello di rubacchiare e rielaborare per trovare ispirazione.
Vi immagino incuriositi e stupiti, per cui continuo con la spiegazione.
Prendete il Conte di Montecristo, la sua solitudine, la sua vendetta, il suo carisma, i suoi beni e ambientatelo su Marte, facendo di Edmond Esmaralda, una capitana di astronave ingiustamente accusata e mossa dall’ira vendicativa. Cambiate registro, ambientazione, caratteristiche minori e fatene qualcosa di nuovo, tenendo lo scheletro.
Trasformate Romeo e Giulietta in un monologo gramelot. Prendete un Vangelo e trasformatelo in un distopico. Cassandra, la vate emarginata può diventare la vecchina ormai inacidita e incattivita dall’abbandono in cui si trova, unica anziana in un paese di giovani che non la capiscono, perché la loro mentalità non si basa sulla conoscenza accumulata con studio e esperienza di vita, ma sulla singola (e inutile) instat-information data dai cellulari.
Iniziate a capire, vero?

Inoltre:

  • Potete coverizzare qualunque cosa, pescando anche da altri media (cinema, fumetti, videogiochi) purché si tratti di opere conosciutissime: se ci fate la cover letteraria di una canzone tibetana iniziatica degli sciamani viene poi difficile riconoscerla, fare paragoni e valutarla.
  • Sia ben chiaro: parliamo di cover, non di sequel, prequel, fan art, etc. etc. Se non sono cover sono fuori concorso e non verranno nemmeno inviate alla giuria. Per cui niente dialogo comico tra Lucia e la madre sulla scarsa virilità di Renzo, nessun racconto sull’infanzia di Marcovaldo, nessuna relazione extraconiugale per Topolino o finale alternativo di Lady Oscar.
  • Temete che i lettori non riconoscano la fonte? Non mi sembra un guaio. Quello che conta davvero è che escano racconti di qualità, con una dignità propria e che non si appoggino all’originale per stare in piedi. Se i lettori non intravedono da dove derivano, si tortureranno, faranno ricerche, chiederanno lumi. Tutto movimento che si genera attorno al vostro testo.
  • Avete dubbi se l’idea che vi è venuta sia corrispondente alla traccia del concorso? Scrivete in pvt a noi admin: tanto nessuno di noi è in giuria e vi daremo tutte le dritte che servono per poter capire se centrate il concorso o no. Se qualcosa non va, interveniamo a monte e voi non lavorate inutilmente su un testo che non ha possibilità di essere accettato.

Dettagli tecnici e formali imprescindibili:

  • Per partecipare bisogna iscriversi al gruppo FB I Parolanti e se lo fate ricordatevi di rispondere alle domande d’ingresso, è una piccola formalità che chiediamo, ma che per noi significa molto.
  • A uso interno, in fondo al racconto mettete un semplice: “Cover de ‘Il conte di Montecristo’.”
  • Limiti di battute? Minimo 1 cartella (1.800 battute spazi inclusi), massimo 20 cartelle 36.000 battute spazi inclusi), per cui di questi non vi dovrete preoccupare troppo.
  • Consegna TASSATIVA entro 30 settembre 2019.
  • I racconti saranno inviati in forma anonima a una giuria di esperti del settore. Essendo per l’appunto anonimi, anche gli admin potranno partecipare con un loro testo.
  • I racconti saranno accettati SOLO nei formati doc, docx e rtf. Quindi non mandate pdf o txt perchè non verranno nemmeno aperti.
  • Ogni racconto deve essere NECESSARIAMENTE accompagnato dalla liberatoria: senza quella non potremo inviare i vostri testi alla giuria. Quindi compilate il file della liberatoria che trovate nella sezione file e inviatela contestualmente al file del racconto. Racconto e liberatoria devono essere contenuti nella stessa e-mail.
  • I file sono da inviare via e-mail all’indirizzo: parolanti@gmail.com

Esempi

Ecco due esempi per darvi un’idea di cosa intendiamo.

Esempio 1:
“La musica ipnotica dei Doors riempiva la stanza di atmosfera anni settanta. Il sole filtrava dalle tende dando forma alle volute di fumo. Il ragazzo posò la canna nel posacenere e allungò la mano per toccare l’orecchino di lei, adagiata sul divano con lo sguardo perso nel vuoto.
– Ti ricordi quando te li ho regalati? Era estate. Quel mercatino… tu stavi ballando e non mi hai neppure detto grazie.
Lei non rispose, non un movimento scosse le sue pupille spalancate sul viaggio che avveniva dentro di lei.
– Perché non mi racconti dell’India? Avevi detto che l’avremmo fatto dopo il diploma. Sarà un successo, ne sono sicuro.
Lei non reagiva. Lui si alzò e si mise a scartabellare i CD. Ne scelse uno e lo sostituì nel lettore a quello dei Doors. Le prime note del bolero sembrarono riscuotere la ragazza dal suo torpore.”

Esempio 2:
“L’arrivo dell’unico treno quotidiano è un evento in un piccolo paese di campagna. I mocciosi interrompono i loro giochi per ammirare la possente motrice, giocano fra gli sbuffi di vapore e si divertono a sbeffeggiare i viaggiatori. I soliti scansafatiche si spostano dall’osteria in piazza per biascicare saputi commenti su chi arriva e chi parte, così come le comari in cerca di nuovi pettegolezzi. Solitamente lo spettacolo è deludente e, partito il convoglio, tutti ritornano mesti alle loro occupazioni. Ma i paesani ebbero la loro brava soddisfazione il giorno in cui allo sportello del vagone si affacciò quella donna. Le forme generose fasciate in un abito elegante quale non se n’erano mai visti a Sant’Ilario, l’acconciatura elaborata, il trucco sfacciato su cui spiccava il rossetto di un provocante colore scarlatto fecero il loro effetto su quella gente semplice e bigia. La donna scese e procedette ancheggiando sotto i muti sguardi degli uomini e le occhiate roventi delle comari fino alla piazza e si acquartierò in una stanza sopra l’osteria. Nessuno conosceva il nome della forestiera, ma desiderare le sue labbra e chiamarla ‘Bocca di rosa’ fu tutt’uno.”

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