Marcovaldo, di Italo Calvino, a cura di Enrico Pompeo

marcovaldo

MARCOVALDO – Italo Calvino, Illustrato da Sto. Oscar Mondadori.
Ogni tanto anche un classico.

L’anno scorso ho parlato di Dostoevskij, questo 2020 parte con Calvino. Magari, tra poco, ci sarà spazio anche per Rodari, visto che è il centenario della nascita. Ma andiamo in ordine. Perché Calvino? Beh, è semplice: è il più grande scrittore italiano del dopoguerra. Punto. Forse di tutto il ‘900, ma su questo sono disposto anche a discutere. Le sue Lezioni Americane sono un manuale di scrittura ancora oggi insuperato. Capace di essere raffinato e semplice, profondo e leggero, con uno stile e un linguaggio che si adattano alla storia, modificandosi, eppure rimanendo riconoscibile immediatamente. Un gigante. Potevo iniziare da altre sue opere immense, ma ho scelto questa che, ancora oggi, erroneamente, si ritiene essere opera per l’infanzia. Sbagliato. Anzi: stampato per la prima volta bel 1963 con le illustrazioni di Sergio Tofano, parla di noi, oggi.

Come si legge nell’introduzione dell’autore: ‘In mezzo alla città di cemento e asfalto, Marcovaldo va in cerca della Natura. Ma esiste ancora la Natura? Quella che egli trova è una Natura dispettosa, contraffata, compromessa con la vita artificiale. Personaggio buffo e malinconico, questo estraneo alla città è il cittadino per eccellenza.’

Non siamo noi tutti così? Che viviamo in città sempre più grandi, ma vorremmo trovare un prato, una collina dove riposare? Che facciamo a gara il fine settimana a trovare il luogo migliore, più selvaggio e poi finiamo sepolti negli ingorghi?

Ci sono in queste venti storie, cinque per ogni stagione, il resoconto amaro e ironico delle nostre nevrosi, delle nostre paure. C’è tutto: dall’inquinamento acustico, al consumismo sfrenato per le Feste, all’ecologia di facciata, ai viaggi low cost per trovare paradisi e finire in posti già visti e rivisti, i rimedi astrusi contro gli acciacchi, i disturbi alimentari.

Ce n’è anche una sull’abuso edilizio, con i gatti che, da soli, provano a resistere, ultimi guardiani protettori delle ville abbandonate, finite nel mirino di loschi imprenditori palazzinari.

Con un linguaggio che mescola sapientemente parole consuete e descrizioni realizzate con termini aulici, Calvino ci porta dentro di noi, illuminando le nostre fisime e i punti oscuri. Senza giudizio, ma per spronarci a riflettere. È come se ci fosse uno spazio, tra le righe, un percorso, dove inserirsi, da lettori. Un ritmo- misura che ci invita ad entrare in questo mondo, a misurarsi con esso.

Un libro da tenere lì, accanto sl comodino, per rileggere una storia, prima di addormentarsi, per non dimenticare quanto sa importante continuare a interrogarsi su come aiutare la Natura a respirare meglio.

Marcovaldo uno di noi!

Buona (Ri)Lettura.

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