I Parolanti varcano la soglia del virtuale

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I Parolanti hanno incontrato una casa editrice virtuale all’interno dell’ambiente chiamato Second Life e hanno pensato che sarebbe bello far nascere una collaborazione reciproca tra le due parti.
Facciamo un po’ di luce su cosa sia e quali potenzialità possa offrire Second Life.
Prendendo letteralmente da Wikipedia, leggiamo che:
“Second Life è un mondo virtuale elettronico digitale online lanciato il 23 giugno 2003 dalla società americana Linden Lab a seguito di un’idea del fondatore di quest’ultima, il fisico Philip Rosedale.”
Un mondo virtuale che nel 2015 vantava 900.000 utenti attivi ogni mese.
Si tratta di una piattaforma informatica nel settore dei nuovi media che integra strumenti di comunicazione sincroni e asincroni e trova applicazione in molteplici campi della creatività: intrattenimento, arte, letteratura, formazione, musica, cinema, giochi di ruolo, architettura, programmazione, impresa, e appunto la letteratura, solo per citarne alcuni.
Gli utenti, chiamati residenti, accedono al mondo virtuale attraverso un avatar tridimensionale e sono liberi di esplorare il mondo virtuale, teletrasportarsi, socializzare, partecipare ad attività di gruppo o individuali come concerti, raduni, corsi, feste, mostre… Scattare foto o girare filmati, scambiare beni o servizi e molto altro ancora, il limite è solo l’immaginazione (da qui il motto di Second Life: your world, your imagination). Esiste anche una valuta, il Linden Dollar, che può essere cambiata in dollari reali e di conseguenza anche in euro, dando vita a un’economia virtuale interna e a specifici modelli di business.
Ma Second Life (o SL) si distingue da altri ambienti o giochi multiutente 3D perché il contenuto dell’intero mondo virtuale viene generato dai residenti. La presenza all’interno di SL appare dunque come reale, e la collaborazione e gli scambi tra esseri umani si esercitano attraverso la mediazione figurata degli avatar.
E nel tempo ci sono stati molto scambi anche tra la vita reale e la realtà virtuale di Second Life. Interi videoclip sono stati girati su SL, è nata una rivista edita da Maggioli Editori che riporta saggi e cronache da Second Life ma anche iniziative legate al mondo reale, come interviste a personaggi celebri. Il 28 settembre 2007, durante il 18º Congresso di Chirurgia dell’Apparato Digerente promosso dal prof. Giorgio Palazzini ed in collaborazione con Johnson & Johnson Medical Italia, viene trasmessa nel mondo virtuale la prima operazione chirurgica di ernia inguinale eseguita con Ultrapro Plug. Questi sono solo alcuni esempi, ma le potenzialità si possono dire infinite, così com’è infinita l’inventiva degli individui che ne usufruiscono.
La Casa Editrice che abbiamo incontrato, Edizioni Volando, si prefigge il compito di indagare la vita dell’avatar stesso. Non è una novità assoluta, come detto più sopra altre realtà di studio si sono cimentate in esperimenti più o meno ampi all’interno di questa realtà virtuale per studiare l’interazione degli individui in questo determinato contesto. Ora noi valicheremo questo confine, come detto, e ci inoltreremo nel mondo della realtà virtuale interattiva. È un esperimento da cui speriamo di uscire accresciuti e arricchiti.
Speriamo che sarete con noi anche in questo. Ma sentiamo l’Editrice Vola.

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I Parolanti: Quando e come nasce Volando Amat? Chi è Vola? o Volando? E quando nasce?
Vola: nel 2007. La situazione famigliare in Real Life era questa: un padre malato e morente e nostra madre dopo che da sette anni si occupava di lui, era depressa. Mia sorella Rocca aveva trovato SL e insegnato a nostra madre a passare qualche momento di distrazione. Mia madre, scrittrice, vide subito le potenzialità che offriva questo “gioco” mettendo alla prova qualche suo personaggio potendo così controllare se funzionasse bene o meno nella narrativa. Passavo molto tempo seduta accanto a lei osservandola e a mano a mano, entrando al suo posto quando lei era stanca o si emozionava troppo. Con la morte di nostro padre lei uscì dal gioco e io presi il suo posto. Nasce prima come “Stamperia il Faro” fondata da Volando Amat e il suo socio Rockerduck al quale l’ho ceduto, dopo una pausa di nove mesi ritornai fondando Edizioni Volando con le caratteristiche che ancora oggi conserva: occuparsi soltanto del mondo avatariano e degli avatar.
I Parolanti: Qual è il tuo ricordo più piacevole degli inizi e quale il più spiacevole di SL?
Vola: La meraviglia di vedere il mondo come avevi immaginato il Paradiso! Troppo in quantità e tempo ci sarebbe da dire su questo momento in cui ritrovi a pieno l’età dell’innocenza.
La prima delusione, che ancora oggi mi ferisce, fu quando dopo quattro anni di vita, qualcuno mi disse che, mentre ci scrivevamo degli in Istant Message (IM) raccontandoci qualsiasi cosa, le nostre conversazioni potevano essere divulgate con un copia e incolla, mentre io credevo nelle persone e osservavo severamente le regole, considerandole conversazioni segrete. Vi sembrerà stupido, ma questa notizia modificò il mio rapporto con tutti e mi porto il dispiacere ancora oggi e questa timidezza, che viene presa per arroganza, di non sentirmi mai al sicuro.
I Parolanti: Ecco ti ha fatto uscire dall’innocenza provata nei primi tempi, giusto?
Vola: anche perché mi sono resa conto che non potevo fidarmi nemmeno delle persone più vicine a me che sapevano ma non mi avevano avvertita, questo non lo capisco nemmeno adesso; è una cosa che non ho mai superato.
I Parolanti: perché evidentemente tu sei una persona molto leale anche in RL. Ma so che tu non ami parlare di RL quindi non parliamone. Piuttosto, dimmi, quando è nata l’idea di una Casa Editrice e perché?
Vola: Quando mi sono chiesta quali fossero le potenzialità di un Avatar, per esempio identità, caratteristiche, essenza, autonomia… La cultura non sta soltanto nei libri ben scritti la cultura sta nell’esperienza fatta vivendo, e raccontare quello che si è imparato è fare cultura. Così bisognava far nascere scrittori avatar che parlassero della loro esistenza in quanto tali, non turisti che credono di avere capito tutto per essere entrati in SL qualche volta.
I Parolanti: E dimmi, cosa hai scoperto grazie alla gestione di questa Casa Editrice?
Vola: Nessuno voleva parlare veramente delle esperienze che vivevano, le facevano con alter (n.d.r. Avatar alternavito, con un altro nome e altro identificativo, solitamente segreto ) e quando si cercava di far raccontare tutti ripetevano che qui erano semplicemente loro stessi come in RL, che erano gli altri ad avere maschere, insomma bisognava fargli dire e ancora meglio scrivere, fare racconti, e veniva sempre fuori questa RL! Era importante tagliare di netto con la realtà.
I Parolanti: e ci sei riuscita?
Vola: A volte, solo a volte, e li considero come momenti di gloria. Quando venivano avatar a parlarmi a tu per tu, raccontavano cose veramente vissute e sconvolgenti ma mi chiedevano di non dirlo, a volte usavano pseudonimi. Posso dirti che i passi in avanti in tanti anni sono stati pochissimi. Ma non demordo perché sono proiettata in avanti
I Parolanti: E come ti relazioni tu, cioè l’Avatar Vola, con la RL? E perché?
Vola: Non esiste RL quando prendo il teleport (n.d.r. Detto anche TP, da cui la verbalizzazione “tippare”, un vero e proprio teletrasporto che consente agli avatar di spostarsi da un luogo a un altro con un click) e arrivo qui. Non esiste che il “qui”. Cosa che all’inverso non sempre accade, a volte la SL ha preso il sopravento nella RL.
I Parolanti: Quindi tu vivi la SL in modo così intenso che la SL entra nella tua RL, giusto?
Vola: Sì
I Parolanti: Cosa speri di raggiungere con la tua attività e quali sono i sogni che riponi in Edizioni Volando?
Vola: Non abbiamo un sito web, soltanto un gruppo Facebook. In effetti non sono nemmeno così sicura che abbiamo a che fare con l’editoria elettronica in senso stretto, il fatto è che nulla di quello che facciamo ha alcun collegamento con la vita reale, è una iniziativa sì editoriale, ma tutto si svolge nell’ambito di SL. Noi riceviamo i libri da pubblicare, li stampiamo mediante Thinvcbook (n.d.r. Macchinario su SL che serve a produrre i libri “fisici” che gli avatar leggeranno) a spese nostre, facciamo serate di presentazione quando ci sono nuovi libri e concorsi con cadenza semestrale o giù di lì; gli autori conservano la proprietà intellettuale e il completo diritto d’autore sulle loro opere. Ma ripeto, tutta la nostra attività si svolge all’interno di SL medesima. Per dirla tutta, Edizioni Volando nasce dopo avere capito cosa volevo fare di questa seconda possibilità di vita che mi offre SL. La mia testa diventava sempre più un contenitore di domande alle quali dovevo assolutamente rispondere. Quello che io chiamo Laboratorio sperimentale per la ricerca sull’identità degli avatar. Riassumendo, Edizioni Volando, insieme agli incontri e a una immersione possibilmente totale nella vita e nell’avatar, è un mezzo che mi aiuta e nutre la mia ricerca per arrivare a definire “una filosofia” di pensiero nuovo, “avatariano”.
I Parolanti: Come mai hai preso la decisione di rompere con la Vita Reale?
Vola: Quando vi ascolto e vi leggo, vedo che tutto ruota sempre intorno alla RL. C’è sempre questo viaggio di andata e ritorno, questo confronto con la RL come punto di riferimento. In altre parole, qui viviamo le cose, ma non è davvero una vita reale, è un sostituto. Ecco perché molti osservatori esterni non vedono nulla. Infatti, i loro metodi di indagine e di osservazione sono, a mio avviso, sbagliati. Di conseguenza, hanno sempre solo visto ciò che gli è stato mostrato e ciò che possono vedere di persona. Ma non hanno mai vissuto la vita di un avatar. Hanno sempre pensato solo come un essere umano che visita un bel paese e raccoglie belle testimonianze, quelle che la gente gli ha gentilmente raccontato. L’unico modo per capire cos’è un avatar è diveltarlo. È tutto. Questa è la ricetta. Ma non è dato a tutti. Ma cosa comporta e cosa significa essere un avatar? Per qualcuno nella RL, niente di niente: è pura stupidità. Prendono queste persone per pazzi, le tacciano di essere dei semplici appassionati di videogiochi e dicono che sono schizofrenici. Ed è qui che ci si blocca. Ma tutto questo si basa sulla mancanza di conoscenza dei mondi virtuali e della psiche umana. Il mio approccio alla ricerca è un po’ particolare. Come faccio, ve l’ho detto. Ma c’è qualcos’altro. Non sto cercando l’ovvio, sto cercando anomalie. Qualsiasi cosa fuori dagli schemi mi interessa e attira la mia attenzione, e ora sta diventando davvero interessante. Io cerco e percorro le strade delle anomalie perché sono queste che parlano, una animazione sbagliata in un avatar meraviglioso, qualsiasi cosa, mi racconta sottovoce quello che la sua bocca nega, tutto quello che non rientra nel discorso dominante ed è problematico viene deriso o lasciato da parte, pur di non vedere quello che si vede perfettamente.
I Parolanti: Sai già che gli avatar non dicono tutta la verità su loro stessi e credi che la “fisicità” dell’avatar racconti l’avatar esattamente come la fisicità delle persone racconta delle persone molto più di quello che dicono a parole, giusto?
Vola: Giusto.
I Parolanti: Quindi tu mi dici che la realtà virtuale è potente in quanto è una realtà mentale, giusto?
Vola: Se giochi barando, quando esci non ti rimane niente.
I Parolanti: Ritieni che la dimensione del virtuale non abbia ancora un vocabolario adeguato e speri che con le pubblicazioni prima o poi questo vocabolario si costituisca?
Vola: Occorre un linguaggio nuovo per una realtà nuova. Forse qualcuno saprà inventarlo e con le Edizioni cerco di dare questa opportunità, ci sono avatar capaci di farlo ma non credono fino in fondo a questa possibilità, quindi non approfondiscono e lasciano perdere…
I Parolanti: Dimmi un’ultima cosa: progetti per il futuro? Per il tuo Avatar e per la Casa Editrice?
Vola: Provare ancora ma sto passando un momento difficile, dopo questa volta credo che se non accadrà nulla di innovativo potrei abbandonare l’attività.
I Parolanti: Ma hai un buono staff su cui contare mi pare, no?
Vola: Uno staff piccolo ma buono.
Rocca Unplugged: Siamo poche di numero, ma buone e pronte a ricominciare con le nuove pubblicazioni e serate con interviste agli autori.
Tika Koba: Io sono a disposizione per ciò che riguarda la revisione dei testi.
I Parolanti: Ancora poche domande, forse solo una e poi ti lascio in pace: i concorsi sono a tema o sono liberi?
Vola: Liberi ma che riguardino il virtuale.
I Parolanti: Allora sarebbe interessata la Casa Editrice a pubblicare i vincitori su Amazon lasciando loro pieni diritti di copyright?
Vola: Sono liberi e penso contentissimi come autori.
I Parolanti: pensavamo di fare una raccolta dei vincitori per ogni collana, che ne dici?
Vola: Sarebbe una grossa opportunità per loro.
Tika Koba: Sarebbe molto gratificante e anche illuminante per attirare più persone che abbiano interesse in SL non solo come luogo di ‘svago’ ma anche di riflessione.
Vola: Lo diremo nella locandina del concorso, allora.
I Parolanti: Accetterebbero il fatto di non guadagnare e di farlo solo per la divulgazione della realtà virtuale?
Vola: Sì.

La nostra intervista si conclude con promesse di reciproca collaborazione che speriamo possano destare interesse in un mondo e nell’altro… Per quanto riguarda noi, specialmente ne I Parolanti.

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