#giornatautore – Chiara Miryam Novelli

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Buongiorno a tutti! Mi sono alzata da un po’, di solito dormo poco, approfitto quindi per darvi il buongiorno e lasciarvi qualcosa della mia storia per cominciare a conoscersi.
Sono mezza toscana e mezza emiliana e, da qualche tempo vivo fra due città: Firenze e Pisa. Laureata in scienze sociali lavoro per diversi anni con l’Arte terapia fra disabilità varie e la malattia mentale, ma io passo fasi della vita che mi si esauriscono, così mi diplomo in restauro, della mia vita precedente resta perciò l’arte e, oggi, la pittura che mi ha accompagnata fino a oggi. Fra le varie tecniche, alla fine, preferisco quella a olio, mi da la possibilità di sbagliare, di ripensare, di approfondire e il genere che tratto è fatto di tanto mondo onirico e visionario. Mi piace dipingere ciò che non si vede, ciò che si nasconde, ma muove la realtà e l’uomo. Questa necessità è anche nella parola. La parola che, invece, arriva tardi, dopo averla trovata dentro le pagine di infiniti autori, poeti o narratori che fossero, e comincio ad esercitarla per una combinazione: frequento un centro studi di testi gnostici, manca un revisore per quelli tradotti, mi chiedono la cortesia di un aiuto. Cominciare a dare forma sistematica a testi, seppur non miei, mi ha aiutato a trovare la struttura alle mie parole che, fino ad allora, erano uscite troppo libere e molto acerbe. Un colpo di fulmine che mi porta a frequentare corsi di scrittura, studiare molto e, alla fine, pubblicare: tre sillogi poetiche, due libri di racconti, un romanzo. Bene, mi fermo qua. Vi ringrazio e a tra poco, allora…

Serena Pisaneschi Buongiorno conterranea 🙂. Puoi parlarmi un po’ dei tuoi racconti? Che genere scrivi, come ci lavori, il tuo stile… Che poi pubblicare racconti non è facile, quindi doppiamente brava!

Chiara Miryam Novelli Serena ciao! E grazie… Bene, i racconti sono il mio grande amore, la possibilità di fermare un fotogramma, nell’arco di una storia, metterlo a fuoco, arrivare in un momento al centro del bersaglio. Flannery O’Connor, i suoi scritti, mi è stata maestra e amo quando dice che noi siamo tutti fatti di storie in cui siamo protagonisti e che ci racontinuamo continuamente. Quindi imparare a costruire questa struttura che va al centro di se stessa è un lavoro di sintesi interiore personale rispetto al personaggio di cui sivuole raccontare quel momento esatto. I miei due libri di racconti hanno seguito una evoluzione dove l’uno ha tirato l’altro. Ne “La precisione dell’acqua” di cui sto ultimando una seconda edizione, racconto di personaggi dove l’Ombra viene elaborata dal Creare simbolizzato dal loro abitare vicino a corsi d’acqua, acque del anascere e del rigenerarsi. Ma c’è stata una storie di queste chje mi ha suggerito la seconda raccolta: “25 piccole storie perverse” ossia l’approfondire personaggi che vivono ossessioni sessuali e/o vere e proprie parafile così ha creare personaggi che, al contrario del classico “viaggio dell’Eroe” il quale dopo tante peripezie, trova se stesso, e torna a Casa passando dal Caos all’Ordine, qui ho voluto sperimentare l’inverso, il pervertere, appunto, ossia il passare dall’Ordine al Caos, per non trovare più alcuna strada di casa. Il tema me lo permetteva e il mio genere, come vedi, si precisa molto, alla fine, nel noir psicologico.

Serena Pisaneschi Conosco la O’Connor e non posso che condividere

Friedrich L. Friede Ciao Chiara e buona #domenicautore. Evidentemente ami più i racconti, ma raccontaci anche del romanzo

Chiara Miryam Novelli Grazie Friedrich. Non è stato facile confrontarmi con il romanzo. Ma ho ritenuto necessario aprirmi e sperimentare questo genere. Ne è nata una struttura complessa, un romanzo che vede le logiche matematiche e geometriche, la fisica quanristica, come chiave trasversale di comprensione e lettura sintetica del destino, almeno per la storia in questione, strutture su cui ho costruito la dinamica del romanzo, una sorta di doppia piramide dove tre personaggi con lo stesso nome perdono l’identità. Per una chiave nascosta nel segreto del loro nome, vivono dinamiche simili, si sfiorano, le loro storie confluiscono nella vita di un commissario che ha tre casi irrisolti: tre donne legate ai tre personaggi che aprono il romanzo. Il racconto mi ha aiutato a scrivere un romanzo corale, ma certo una sorta di sperimentazione tra i due generi. Questo, più o meno, è L’assonometria del Caso.

Ergo Scripsit Ciao, puoi raccontarci come promuovi i tuoi libri, cosa è andato bene e cosa non rifaresti mai più?

Chiara Miryam Novelli Ciao Ergo Scripsit. Quello a cui dobbiamo fare attenzione, sono i contratti editoriali. A me non è successo, ma ce ne sono alcuni vincolanti anche per la parte promozionale che autori amici hanno subito. Io ho avuto problemi in passato ad avere copie quando avevo necessità. Questo fa della promozione attraverso le presentazioni una via Crucis e ho avuto problemi a promuovermi per poi riscontrare che l’editore non mandava le copie richieste tramite i portali di vendita di rete. Allora cosa vale promuoversi? Quindi, un aditore che collabora con te è la prima cosa. Se ti sostenesse facendo fare recensioni al libro tramite i tanti ottimi blog editoriali che troviamo in rete, sarebbe ideale. Dopo le mie esperienze difficili in merito, ho intrapreso la strada del self e mi promuovo grazie ai recensionisti di rete, cosa che mi ha arricchito tantissimo come contatti umani e professionali, sui miei spazi on-line da cui promuovo con piccolo contributo economico che mi fa contattare in poco tempo persone di tutta Italia che mai potrei conoscere diversamente, ma benissimo anche le presentazioni, il contatto umano, le domande delle persone… facendo attenzione a trovare spazi con utenza propria, come le biblioteche, diventati luoghi meravigliosi per l’accoglienza agli autori.

Maria Concetta Distefano BUONGIORNO, Chiara! Mi piace quello che dici dei racconti!!!

Friedrich L. Friede Ho visto che hai alternato selfpub e ce… raccontaci delle tue scelte, del tuo rapporto con l’editoria.

Chiara Miryam Novelli http://www.soloparolesparse.com/…/lassonometria-del…/
 http://www.recensionilibri.org/…/lassonometria-del-caso…

Chiara Miryam Novelli Certo Friedrich. Si, in effetti, il romanzo è stato pubblicato in self, e in self ha seguito anche la silloge poetica ultima. Pubblico sulla piattaforma Amazon che permette di essere nel catalogo di vendita della Giunti. Mi hanno dato l’ultima spinta in merito, le scrittrici di una associazione di cui faccio parte, la EWWA, dove molte hanno preso la strada di essere autore/editore della tua opera, in modo incoraggiante. E, devo dire, che il riscontro è stato immediato. Perdonatemi l’essere prosatica, persino economico. Scriverei anche se nessuno mi leggesse, ma questo essere scelta, letta, essere “ad armi pari” con tanti altri scrittori, è stata una scoperta proprio bella. Ma è arrivata col self e la rete. Gli editori, e ce ne sono tanti medi o piccoli che siano, pieni di tanta passione e serietà, vengono mangiati dalla distribuzione, dalla concorrenze e tutti, autori ed editori soffrono di questa “troppa” ingerenza delle major che hanno la distribuzione e il mercato dove impongono, spesso, autori mediocri. Il self mi ha liberato da tutto questo. Lo dico a malincuore, amo l’editoria, ma la realtà vive questa, forse evoluzione, quella di essere autore/editore. Restando nostri i diritti, nulla vieta, in futuro, se opportuno, di ripubblicare con editori coraggiosi.

Ergo Scripsit Non è facile sentir parlare bene del self publishing, sicuramente un’esperienza personale come la tua con soddisfazioni ne porta bene. Ma forse perché stai pubblicando robe belle… tu ti sei affidata a qualche giudizio critico esterno prima di lanciarti?

Chiara Miryam Novelli Si, bisogna sempre affidarsi a giudizi esterni prima di pubblicare, sempre. Noi autori ci innamoriamo delle nostre “creature” e ci vuole un occhio esterno che ci ridimensioni. Io poi sono parecchio insicura, quindi crisi su crisi e amici a cui faccio giudicare il tutto. tenedo sempre presente che, l’ultima parola, deve essere la tua, tuo lo stile, tuo il mondo che vai a costruire.

 

Friedrich L. Friede Devo dire che dal tuo punto di vista il self appare una buona scelta. Io personalmente non me lo posso permettere, in quanto la mia vita è priva di spazi da dedicare alla promozione. Tu ti rendi responsabile della qualità di quel che pubblichi, e questa è buona cosa, ma cosa pensi dell’offerta self in generale? Un potenziale acquirente come può districarsi e capire cosa vale, nella valanga di cose che vengono pubblicate?

Chiara Miryam Novelli Ho scoperto che, nella procedura della creazione del libro bisogna essere molto precisi sul genere, o sottogeneri che il libro propone, questo ti immette in un preciso percorso editoriale che ha già i suoi lettori d’elezione. Se il libro piace viene segnalato dal pubblico, e promosso fra le novità interessanti che lo promuovono ulteriormente. Sinceramente, libri brutti ne ho trovati ovunque, autori self o meno. In questo l’editopria a pagamento ha generato mostri. Come mediocri spesso, sono anche i libri di autori famosi… o super premiati… I libri migliori, le idee più originali, ormai, li trovo soprattutto fra gli autori outside…

Enrico Pompeo Buongiorno Chiara Miryam Novelli. Noi ci conosciamo da un po’ e abbiamo avuto l’onore di presentare i nostri lavori a vicenda. Ho letto la raccolta di racconti. Mi manca il romanzo, ma provvederemo presto…magari organizziamo qualcosa a Livorno. Domanda: le due tematiche dei tuoi libri sono molto diverse, mi sembra. Nei racconti ld preversioni legate al sesso, nel romanzo il discorso dell’identità, del destino. Quali i punti di contatto e le differenze? Forse la marginalità è un punto di unione? Grazie.

Chiara Miryam Novelli  Enrico carissimo ciao, con tanto piacere. In effetti sono opere diversissime. Tocco qualche aspetto della marginalità nelle misura in cui parlo del mondo criminale, ma avevo bisogno di scrivere una storia che mi facesse raccontare la grande dinamica contemporanea che l’antropologia rileva: quella dello scontro durissimo che viviamo fra società e specie. Tanto la società intesa come controllo ci vuole circoscrivere, quasi annullare, tanto possiamo, nello stesso tempo, vivere, infinite possibilità di sperimentazione e di crescita. Per uscire da questa impasse dobbiamo cominciare a ragionare in modo nuovo. E un mondo nuovo è stato questo romanzo per me.

Enrico Pompeo Ottimo spunto. Molto interessante. È quindi un romanzo che ha venature da saggio, da indagine. Più che una storia è un affresco del contemporaneo alla ricerca di come uscire dalllo scontro tra potere e libertà, tra forza e dolcezza…ho preso un abbaglio o un po’ ci ho azzeccato?

Chiara Miryam Novelli come saggista sarei negata…non comincio neppure, ma sul fatto di come il potere entra nelle maglie della società attraverso i miei personaggi, hai perfettamente ragione: parla infatti dello scontro fra potere e libertà.

Nicola Pera  Ciao Chiara, mi sono svegliato (ma non ancora del tutto, ieri è stata una giornata/nottata piena d’impegni) … 🙂
Prima una nota di servizio, potresti aggiungere la tua pagina autore al tuo post iniziale? Così chi volesse andare a vedere le tue cose ne sarebbe agevolato.
Detto questo io, come Enrico, ho letto i tuoi racconti in particolare la raccolta 25 piccole storie perverse dove indaghi tra le pieghe nascoste (e a volte insospettabili) delle parafilie. Del romanzo hai parlato, però potremmo dire che sei anche presidente della giuria del concorso de La città di Murex e nel gruppo scrittori fiorentini. Quanto è importante appartenere a una comunità di scrittori per poteresi confrontare prima e promuovere dopo?

Chiara Miryam Novelli Ok Nicola, Provvedo subito. Con il Gruppo Scrittori Firenze a cui ho dato vita assieme allo scrittore Mirko Tondi, la parte più bella, è proprio occuparmi della promozione degli ascrittori soci iscritti, valorizzarne i lavori, il percorso e avere la possibilità di promuovere cultura: dai corsi di scrittura poetica e narrativa, agli incontri con addeti ai lavori, all’ospitare nuovi autori che vengono da fuori e che ci arricchiscono. Il direttivo si è rinnovato, dopo l’impegno di aver creato il tutto, ora mi posso rilassare e occupare del conccorso, promosso e patrocinato dal GSF, La Città di Murex, attento ai linguaggi, ospita sezioni di teatro e testo cantautorale e , da quest’anno, abbiamo aperto al poetry Slam, nuovo linguaggio della poesia, e alla sezione Arti Visive, con i linguaggi dell’immagine. Insomma, un po’ tanta carne al fuoco, ma vediamo che succede…

Friedrich L. Friede  Un’iniziativa notevole e lodevole, vi avevo già adocchiati. E noi veneti Riccardo Dusi stiamo a guardare?

Chiara Miryam Novelli Sarebbe auspicabile creare tanti gruppi autori e collaborare

Riccardo Dusi Friedrich L. Friede … Guardoni alla Tinto Brass? :O

Friedrich L. Friede Riccardo Dusi disfattista

Fabrizia Pizzuti Ciao Chiara! Che ruolo gioca la tua formazione artistica nella tua scrittura, se lo gioca?

Chiara Miryam Novelli Ciao Fabrizia, ottima domanda. Gioca molto perchè mi ha insegnato a osservare. Saper guardare le persone e oltre, come nel dipinto, nell’arte palstica, osservare la simbolica sottesa allì’immagine che la veicola, scoprire l’intenzione dell’artista, il suo stato d’animo in quel momento della produzione, sempre immerso nella storia. Così i personaggi hanno intenzioni e ragioni che hanno precise origini, nascondono cose da svelare, sono immersi nella storia. Un quadro deve avere una struttura, come qualsiasi racconto o romanzo, come ogni personaggio un corpo che sente.

Enrico Pompeo Altra curiosità. Quando valuti i lavoro dei membri del Gruppo Scrittori Fiorrntini o i testi che ti arrivano per ilmconcorso del Murex come ti muovi? Quali i criteri?

Chiara Miryam Novelli Originalità di idee e stile nel modo di interpretare anche le modalità più classiche di scrittura o tematiche. Cerco il nuovo e la qualità del lavoro, la profondità dello spessore interiore proposto… ne restano pochissimi… ma è una vero piacere poterli premiare

Friedrich L. Friede Condivido il tuo interesse per psicopatologie e parafilie. Tu come ti documenti? Fonti, libri, consulenti…

Chiara Miryam Novelli Le 25 piccole storie perverse hanno necessitato di un grosso lavoro di documentazione scientifica, il resto doveva essere la mia originalità nel proporre temi scabrosi con una ricerca di stile che permettesse al lettore, nonostante il contenuto, di seguirmi dfino in fondo.

Friedrich L. Friede ‘Grosso’ non mi basta, voglio dettagli

Chiara Miryam Novelli ahahaha… Friedrich, sei simpatico…

Friedrich L. Friede Ma nu, sono serio. Io parto dalla mia posizione di medico, ergo vado ai testi tecnici come il DMS, ma come tutti i trattati scientifici è freddo, privo di vissuto, di aneddoti, di storie vere. Mi interessa davvero sapere il tuo approccio.

Chiara Miryam Novelli Benissimo. Il primo approccio è stato entrare in un portale scientifico e scaricare tutte le parafilie, o comunque, i compotamenti parafilici oggi codificati. Di questi letto tutta la documentazione di approfondimenti psicologici che ho trovato disponibili e poi, chiarito cosa volevo approfondire, ho contattato una amica psicoterapeuta per confermare la veridicità delle informazioni, non tutte infatti erano esatte, sia per la genesi delle personalità sia per i comportamenti che esntravano in essere. Ho cominciato quindi a sentire quali sarei riuscita a trovare dentro di me, quali potevo riuscire a penetrare, comprendere e incarnare in personaggi che, sia per una mia tendenza stilistica che per reali condizioni della problematica, incontrava un vissuto che spesso toccava il grottesco, il surreale, il visionario e, molto spesso, finiva nel pulp…

Friedrich L. Friede Chiara grazie! Forse quello che mi manca è proprio un consulente, dovrò scocciare qualche collega psi di buon cuore.

Chiara Miryam Novelli Si, aiuta a entrare nella parte emozionale.

Chiara Miryam Novelli Cari Parolanti vado a pranzo, arrivati i parenti al gran completo. Vi leggo tra un pochino…e buon pranzo a tutti…

Enrico Pompeo Dopo il caffè, quando tornerai, ti faccio la mia solita domanda: quanto tempo riesci a dedicare alla scrittura? Quanto alla lettura? Quali i tuoi autori preferiti? Di sempre e in questo momento?

Maria Concetta Distefano Come Enrico Pompeo! Sfrutto chi ha già articolato domanda…

Chiara Miryam Novelli Carissimi Enrico e Maria Concetta vi rispondo subito intanto che sale il caffè. Con la scrittura ho, ormai, un rapporto quotidiano, anche solo per revisione, il rapporto con la parola mi è diventato indispensabile. La lettura, invece, dopo una vita in cui è stata la prima voce di quelle da voi citate, ora risente dei momenti, degli incontri, dei suggerimenti. Pensandoci bene, i miei due autori del passato che mi hanno maggiormente fatta innamorare e influenzata per trovare parole che fossero mie, sono due opposti polari: Bruno Shulz con Le botteghe colore cannella, autore surreale, disegnatore inquietante, ebreo polacco che, purtroppo, rimasto senza lavoro per le leggi raziali e divenuto sguattero di un militare tedesco, fu ucciso con un colpo di pistola alla testa da un altro SS perché odiava l’idea che un altro avesse un servo così colto. Quello che fu considerato il suo capolavoro, da coloro che ebbero la fortuna di leggerne le stesura allora, romanzo che aveva intitolato Il Messia, fu dato alle fiamme per sempre. E l’altra è Agota Kristoff con La trilogia della città di K, drammaturga ungherese riparata con la famiglia in Svizzera per ragioni politiche, si rifiuta di imparare il francese e sceglie il silenzio. Suo figlio, col tempo, la aiuterà ad imparare la lingua, di solito siamo noi genitori a insegnare a parlare ai figli, per lei è stato il contrario e questo l’ha portata a inventare uno stile e una ritmica linguistica unica per quanto aspra e potente. Ora sto leggendo Altri libertini di Pier Vittorio Tondelli, sei racconti che sono conseguenziali come capitoli di un romanzo, una sorta di romanzo plurale, sulla vita degli anni ’70. Voglio molto bene a questo autore che se ne è andato troppo giovane.

Teresa Clarizia Ciao Chiara, e buon pomeriggio, quanto feedback di forti lettori e scrittori oltre che editor hai ricevuto finora? Come immagini il tuo futuro di scrittrice?

Chiara Miryam Novelli Ciao Teresa Clarizia, si, è sempre piacevole venire contattata dai lettori o dagli scrittori che ti hanno letto, che puoi scoprire e a cui poter contraccambiare la letture delle opere. Gli editor li ho conosciuti soprattutto al momento della fase della promozione. Il mio futuro di scrittrice è una bella incognita. Seguo il piacere delle storie a cui desidero dare vita, poi vedremo…

Ergo Scripsit Una domanda sulla presentazione del tuo libro: la copertina sembra molto ‘scolastica’ e anche in alcune foto col libro aperto sembra un libro di formule matematiche ( cfr http://www.libriamociblog.it/…/recensione…/ ). È una scelta strategica, quella di rivolgersi ad un target con background matematico ?

Ergo Scripsit … a me ad esempio intriga anche per quello e l’ho appena preso da amazon, ma so per certo che alcuni editori massacrano gli autori che si arrischiano ad arrovellare troppo i poveri lettori

Chiara Miryam Novelli Eccomi Ergo Scripsit. Il libro aperto non è il mio libro, ma la costruzione per la foto fatta da una blogger che mi ha recensita, ma che certo ha un riferimento al contenuto del romanzo che, però, non ha formule al suo interno, ma fa riferimento a un algoritmo… la copertina è bruttina, lo so, ma è la mia prima esperienze e ci tenevo a inserire il disegno in questione: una proiezione di assi cartesiani che è impossibile possa nascere dalla circolarità concentrica da cui sorge…è la sostanza del romanzo. Gli editori tendono ad appiattire le complessità, a semplificare, non tutti per fortuna, ma io credo che dobbiamo uscire da queste logiche e avere fiducia nei lettori.

Ergo Scripsit Non credo che la copertina sia brutta di per sé: se attira l’occhio del tipo di lettori che vuoi, fa il suo mestiere. Per quanto riguarda la fiducia nei lettori sono assolutamente d’accordo con te, ma per quanto riguarda la ‘confezione’ ci sono meccanismi di neuro marketing che intervengono PRIMA della lettura

Chiara Miryam Novelli ahaha… certo va considerato, il rispetto per il lettore non deve mai mancare…

Riccardo Dusi Qual’è per te il punto di partenza? SI tratta di uno spunto concettuale, di una figura umana, di un percorso? Da cosa inizi e come procedi nel sviluppare l’idea? C’è chi dice di partire dalla fine, chi dai personaggi, chi da una sensazione …

Chiara Miryam Novelli Ciao Riccardo! Il mio punto di partenza è sempre concettuale, che certo deve incarnarsi in un personaggio, ed è frutto del mio percorso di vita, delle riflessioni a cui la vita mi costringe, dove mi sorprende. Perché il concetto che voglio espandere deve avere una parte di irrazionalità e di meraviglia, come l’amore. Per strutturare il tutto parto sempre dall’inizio, un inizio che è quasi dietro la storia, che la sottende e la sostiene. La fine la scopro, quasi sempre, assieme ai miei personaggi, la scrivono loro.

Chiara Miryam Novelli Cari Parolanti mi assento un pochino causa Inaugurazione di una mostra di pittura alla gakekria GAMeC di Pisa alle 17. Lasciate pure le vostre domande risponderò a tutti con piacere, al mio rientro.

Maria Concetta Distefano Buona GAMeC. La porti un bacione a… Pisa!

Chiara Miryam Novelli Salve carissimi, mi era sparita la linea, ma ora siamo di nuovo in contatto e a vostra disposizione

Nicola Pera Una mostra di pittura …
Ne ho fatta qualcuna anch’io a suo tempo, anche adesso uso la creatività nella scrittura e nelle immagini digitali e spesso un racconto prende il via da qualcosa che vedo o immagino visivamente. E per te?

Chiara Miryam Novelli Ciao Nicola! Io sento il desiderio proprio della materia pittorica, dell’odore dei colori a olio, del rumore del pennello sulla tela, dell’immagine che vive inquanto tale e della finestra che apre. Ho bisogno di entrambe le emozioni, pittura e parole.

Nicola Pera L’odore dei colori, degli olii è meraviglioso …

Chiara Miryam Novelli … vero.

Maria Concetta Distefano Buona serata a tutti e grazie per le interessanti info e punti di vista a Chiara Miryam Novelli.

Chiara Miryam Novelli Ma grazie a te della presenza..

Amara Rossi ciao Chiara Miryam Novelli, ho giornate un po’ complesse e, per il momento, non sono riuscita a leggere tutto, spero di non ripetere il già chiesto, vorrei sapere del tuo rapporto con la poesia: cos’è che ti fa decidere che quel qualcosa vada espresso in versi (visto che scrivi molto in prosa)

Chiara Miryam Novelli Amara Rossi piacere! Bellissima domanda. La poesia è per me il luogo che contiene tutto: parola, musica ( il ritmo del verso), l’immagine, perché la poesia affida il suo linguaggio artificioso la forza dell’immagine. Qualunque artista, per essere tale, qualunque arte pratichi, deve essere poeta, anche se non scriverà mai un verso. Io ascolto molto le ispirazioni che, alle volte, suonano con la musica del versificare. La mia prima silloge si appoggiava sulla scoperta della poesia Sufi, la grande mistica che parla all’Essere. Per la seconda il verso ha avuto bisogno di raccontare le varie fasi della creazione come era per la nostra tradizione mistica occidentale: coscienza, visione, creazione che porta a nuova coscienza, nuove visioni, nuove creazioni. Quindi la mistica che mi porto dentro parla in versi. L’ultima silloge uscita pochi giorni fa, “Fragmenta”, è invece una sorta di “mistica di terra”, un piccolo viaggio in versi far poesia e fotografia, verso il mare, che parte da Firenze, attraversa Pisa e arriva fino a Livorno.

Amara Rossi quindi scrivi seguendo un progetto, io non ci sono mai riuscita..

Chiara Miryam Novelli Non è indispensabile, tu hai sicuramente un tuo preciso e potente sentire

Amara Rossi ah, non so.. 🙂 grazie per le risposte

Chiara Miryam Novelli Grazie a te

Nicola Pera Chiara, ti ringraziamo per la giornata che hai dedicato ai Parolanti. Abbiamo capito che sotto la maschera ci sono tante cose che si agitano…

Chiara Miryam Novelli Io ringrazio voi di cuore, è stato un grande piacere

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