#giornatautore – Nicola Pera

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Ed eccoci finalmente alla #domenicautore del nostro Nicola Pera. Chi non lo conosce? Eppure stasera lo conosceremo molto meglio, dopo averlo subissato di domande. Nicola, quando vuoi presentati, poi ‘che l’intervista abbia inizio’.

Nicola Pera Buongiorno a tutti! Prima di partire una piccola precisazione sulla mia pagina autore che è questa: https://www.facebook.com/storiefuoricontrollo/ e se qualcuno ha voglia di metterci un like … non mi dispiace

Nicola Pera Detto questo provo a presentarmi in poche righe. Appassionato di fantascienza fin da ragazzo (macinavo gli Urania, i miei idoli erano Isaac Asimov e Poul Anderson) a dciott’anni, alla fine dei ’70, mi è venuta l’idea di diventare scrittore e ho contattato le case editrici del tempo per la fantascienza. Alla fine ho pubblicato alcuni racconti su SF.ERE che era una fanzine della Fanucchi diretta da Gianni Pilo. Un grande avvenire mi aspettava?
Non proprio, gravi problemi familiari e per i successivi trent’anni ho dovuto pensare ad altro.
Non mi sono perso d’animo eh. Nel tempo che facevo altro mi sono diplomato all’Accademia di Belle Arti, poi ho fatto l’artista e l’organizzatore di eventi, per una quindicina d’anni sono stato web designer … Negli anni ’90 ho fatto anche l’editore in Francia (come socio eh, però un po’ di viaggi a Parigi e un po’ di riunioni di redazione le ho fatte anch’io) della versione francese delle nostre millelire. La casa editrice si chiamava Mille et une nuits e ha importato l’editoria a basso costo in Francia, dove fino a quel momento un accordo tra le principali case editrici francesi, l’aveva esclusa e noi l’abbiamo potuto fare perché i soci erano tutti italiani e la stampa aveva base a Torino.
Insomma tutto ‘sto casino e poi, cinque anni fa, un amico mi ha chiesto se volevo frequentare il loro laboratorio di scrittura. L’idea mi è piaciuta, ho rispolverato i miei racconti dei vent’anni e li ho trovati orribili, ma mi sono buttato. Trent’anni fermo devono avere caricato la molla perché in questi pochi anni ho scritto un centinaio di racconti e diversi romanzi. Ho vinto il premio Obbiettivo Libro e pubblicato con Edizioni SensoInverso il primo romanzo (esperienza non positiva), e ho trovato due altri editori che hanno creduto in me. Prima Gordiano Lupi che ha pubblicato due raccolte di racconti (Acque sporche nel 2015 e Amerikana l’anno successivo) e poi MDS, attraverso il suo responsabile di collana Fabrizio Bartelloni (che è tra noi e ci osserva) il mio ultimo romanzo BENZINA.
Direi che per ora è sufficiente …

David Skynet Giuntoli Ciao Nicola. Cosa ti spinge a scrivere?

Nicola Pera Ciao David, non è una domanda facile. Mi vengono in testa delle idee, dei racconti, delle situazioni e le DEVO completare e ordinare secondo il mio modo di vedere e quando succede (non succede sempre) di essere preso da questo flusso di pensieri, lo trovo eccitante …

Maria Concetta Distefano BUONGIORNO a tutti e Nicola PeraPera una domanda: i tuoi libri, specie Benzina che mi ispira di più, sono disponibili anche in formato e-book? GRAZIE

Nicola Pera Ciao Maria Concetta purtroppo no, solo cartaceo … sorry! Il motivo? La scarsa diffusione (in Italia) dell’ e-book, che dopo anni di crescita sembra essersi stabilizzato, evidentemente non incentiva le piccole case editrici a investire

Maria Concetta Distefano Eppur si muove. Voglio dire che oggi come oggi l’e-book è un formato sempre più accessibile perché le applicazioni Kindle e Kobo si possono scaricare gratuitamente sul proprio pc tablet e cellulare perfino. Dico questo perché il mio è stato in assoluto il primo e-book della “mia” piccola CE e adesso il mio editore/scrittore sta pubblicando anche i suoi altri autori e se stesso in formato elettronico! Non so, secondo me dovresti insistere col tuo editore…

Nicola Pera Ti posso dire che delle Edizioni il Foglio mi vengono inviati i dati mensili delle vendite generali. Senza entrare nei particolari, sono migliaia di euro per il cartaceo e una decina o poco più per l’elettronico. Poi ti confesso che io per primo faccio una fatica dannata a leggere su book reader o simili. Tendo a perdermi, a distrarmi e non riesco mai a entrare nel testo …

Maria Concetta Distefano Ok. Io lo adoro per la comodità di portare una biblioteca sui mezzi di trasporto e la possibilità di ingrandire le lettere. Sono presbite….

Nicola Pera  Maria mi rendo conto della comodità, in altri paesi europei è sicuramente più diffuso, in Italia fatica.

Ergo Scripsit Si, anch’io faccio fatica a leggere su ebook, ma ne compro tantissimi e spesso in metropolitana, stipati e infagottati, non c’è alternativa. E sono 20-30 minuti preziosi

Nicola Pera Ergo Scripsit io ho la fortuna di non andare in metropolitana, Livorno è una città di mare medio piccola e si attraversa a piedi abbastanza agevolmente …

Ergo Scripsit Nicola Pera vorrei dire che sei sfortunato, ma non ci riesco

Nicola Pera Ergo Scripsit davvero sfortunato! Sole, vento e mare tutto l’anno …

David Skynet Giuntoli Che importanza dai alla condivisione dei tuoi flussi di pensiero?

Nicola Pera Sul momento è una evento solo personale. Tieni conto che dall’idea al racconto finale ci lavoro tantissimo e fino a che non è terminato ( e ci possono volere anche 20 e più revisioni) non lo faccio leggere a nessuno …

Friedrich L. Friede Venti revisioni! Tra l’una e l’altra lasci decantare? Ti capita di buttare tutto via e riscrivere daccapo o limi l’originale?

Enrico Pompeo Eh, come ti capisco Nik. Anche per me è così. Forse siamo fatti male…

Nicola Pera Macché decantare Friedrich L. Friede! Finché non ho finito non riesco a levarmelo dalla testa, per cui DEVO finirlo. Io comunque quando ho tante revisioni (ne tengo facilmente conto perché numero racconti e revisioni) lo considero un buon segno. Vuol dire che la storia mi prende, che devo modificarla, limarla fino a farla diventare come voglio io. Poi di tante revisioni le prime sono più impegnative, una volta definita la struttura e il racconto, quelle successive rivedono poche frasi o addirittura singole parole …

Friedrich L. Friede Io invece scrivo di getto e poi lascio lì, dieci giorni o più. Se quando riprendo mi piace ancora rivedo due tre volte, di più mi stufo.

Enrico Pompeo Buongiorno Nicola Pera. Ti destrggi egregiamente tra racconti e romanzi. Quale delle due misure senti più tua, se ne preferisci una. E comunque come cambia il tuo modo di scrivere? Così, una domandina semplice, semplice…

Nicola Pera Semplicissima … 🙂
Allora, io ho iniziato dai racconti per mille motivi. Più brevi, più facili da gestire, però però con il passare dei mesi (siamo nel 2013) mi è venuta l’idea di provare a scrivere un romanzo. Avevo un racconto che era andato oltre la normale lunghezza e l’ho utilizzato. Ne è venuto fuori un romanzo/racconto che ha avuto bisogno di essere aggiustato più volte per diventare una storia abbastanza articolata. Cambia molto anche il tipo di lavoro. Il racconto deve essere una fucilata, qualcosa che crea una curiosità, un’emozione (di qualsiasi tipo) e la mantiene per poche pagine. Un romanzo ha altre esigenze, di lunghezza, di completezza, d’intreccio, anche di messaggio …

Maria Concetta Distefano Nicola Pera Vero!

Nicola Pera In aggiunta ti posso dire che il tipo di scrittura è simile fino a un certo punto. Quando passo un limite e mi rendo conto che il racconto può diventare altro mi fermo e vedo se posso andare avanti. In quel caso devo strutturare quello che sto scrivendo. Ordinare gli avvenimenti, definire i personaggi, creare una scaletta e prendere tutto con più calma

Nicola Pera Io mi considero scrittore di flusso e non di struttura, per cui nei racconti ci sguazzo e mi diverto, però se vuoi scrivere un romanzo è obbligatorio, a un certo punto, fare ordine e scalette

Nicola Pera e rallentare!

Silvia Licetti Ciao Nicola, non ti chiedo perché scrivi (ovvio e forse evidente) ma come commenteresti la tua esperienza editoriale? Non parliamo in pubblico di editori, ma di contatto con il lettore.

Nicola Pera Ciao Silvia. Il problema è raggiungere il lettore, sì perché stiamo sempre parlando di piccola editoria e quindi la distribuzione è limitata e le tirature sono nell’ordine delle centinaia di copie. Quando a questo lettore è arrivato il mio lavoro il riscontro è stato sempre positivo, anche troppo. Nel senso che sarebbe bello (e costruttivo) poter parlare e difendere i propri racconti e romanzi anche a chi non sono piaciuti. Entrare nelle dinamiche che li hanno creati e nei messaggi che vorrebbero veicolare.

Silvia Licetti Sei conscio che al giorno d’oggi le critiche non si possono fare apertamente? Certo che se tutti parlano bene di una cosa a volta salta il dubbio che le dicerie siano “comprate”. La miglior discussione è la sciare parlare il tuo libro… o il disgustato o scontento lo era per altri motivi.

Silvia Licetti Piccola editoria con distribuzione limitata. Tu credi veramente che se pubblicassi con le grandi saresti in tutte le librerie? Solo su richiesta, qualcuna e non credo acquistino una copia sola alla volta. Cominciare dal basso con un buon prodotto non sempre è un disonore, basta sapersi “allargare” di pubblicazione in pubblicazione. Vedrò comunque di leggerti. Buona giornata.

Nicola Pera A me invece manca il dialogo su questo. Cavolo, ho scritto qualcosa, ci credo e ne voglio parlare. Non ti è piaciuto? Nessun problema, però spiegami perché, il tuo perché aiuterà anche me. No?

Silvia Licetti Peccato sì, aiuterebbe a evitare errori o a correggere la rotta. Ma se così anche fosse ti troveresti sommerso da pareri discordanti. Un consiglio spassionato: Cerca la tua cerchia, ma poi fai di testa tua. Buon lavoro.

Friedrich L. Friede Per questo ci sarebbero i social… in teoria

Silvia Licetti I social sono un veicolo, creare un vero rapporto di amicizia è un’altra cosa.

Nicola Pera Silvia Licetti questo l’ho imparato. Nel laboratorio di scrittura che ho frequentato per anni il problema era proprio individuare chi potesse darmi delle buone indicazioni. Una volta capito chi aveva il talento di trovare i problemi ho dato ascolto a loro e molto meno ad altri.
Aggiungo che un eccesso di pareri è controproducente. Ci siamo ritrovati qualche mese fa e commentare un racconto in cui l’autrice parlava di un’ape. Dopo un giro di quindici persone penso che la parola “ape” sia stata l’unica a essersi salvata e la povera non ci capiva più nulla. Io consiglio di ascoltare poche persone, dopo averle selezionate per bene …

Nicola Pera Silvia leggo solo adesso la tua domanda/risposta sulla piccola editoria. Il mio pensiero al riguardo è abbastanza semplice. Viva la piccola editoria di qualità! Quella che seleziona i suoi autori, non chiede contributi, aiuta con editing e correzione bozze, che ha un ufficio stampa magari piccolo, ma che aiuta a promuovere gli autori. In questo modo non c’è nulla da invidiare alle grandi case editrici. Il prodotto può avere le stesse caratteristiche di qualità e anzi, siccome si tratta di autori sconosciuti o quasi, spesso vengono fuori delle belle sorprese come dagli spremuti autori istituzionali ogni tanto vengono fuori delle belle sòle.

Serena Pisaneschi Buongiorno Nicola. Scrivi solo fantascienza o anche altri generi? Se si, quali?

Nicola Pera Buongiorno Serena. No scrivo di tutto, la fantascienza era una passione giovanile e il punto di partenza. Le due raccolte di racconti che ho pubblicato sono un omaggio a certa letteratura e cinema di serie B (soprattutto la prima che è ambientata in Toscana), la seconda è la mia versione di una serie di storie amerikane che aveno in mente (io adoro la letteratura americana)

Serena Pisaneschi Nicola Pera bene, poliedrico

Nicola Pera Ci proviamo …

Maria Concetta Distefano Pure il plurale maiestatis! Grande Nicola Pera!!!! Mi piace!!!!

Nicola Pera Maria Concetta Distefano il prurale maiestatis lo uso in modo ironico eh, non penso di essere Napoleone …

Maria Concetta Distefano Nicola Pera Lo capii benissimo! Io pure ironica fui!

Linda Lercari Bartalucci Caro Nicola, buon giorno!!! Non metto like alla tua pagina perché… già lo avevo messo, ahahaha. Comincio subito con una domanda leggera che leggera non è… Benzina: per quanto efferata, per quanto sopra le righe, ma storia vera? Conosci qualcuno che ti ha ispirato?

Nicola Pera BENZINA è nato proprio da un racconto che doveva fare parte della raccolta Amerikana. Era ambiantato tra New Mexico e Messico e derivava da tante letture (Miller, Bukowsky, Auster) e un po’ di cinema (Tarantino e Sergio Leone). Poi un amico (Simone Giusti) l’ha letto e mi ha sugggerito di portarlo in Italia. Scrivere un road movie de noartri e io l’ho fatto! La storia è cambiata, pur mantenendo la struttura della fuga, si sono aggiunti dei personaggi, delle situazioni che nel racconto originale non c’erano. È rimasto immutato il mio omaggio alla Filosofia dell’assurdo di Camus. Chi lo ha letto come te, sa che c’è un momento in cui cambia tutto, in cui si può dividere il prima dal dopo, l’incoscienza dalla coscienza e chi ha letto Lo straniero, conosce bene quel momento

Linda Lercari Bartalucci in effetti… Io ci vedo anche vita vera perchè alcune situazioni scolastiche di pugno e coltello le ho viste e/o vissute frequentando una scuola media parecchio particolare a Genova… Erano altri tempi, erano altri anni… Eppure scrivere di queste cose oggi mi riporta nostalgicamente a un mondo violento eppure infantile. I tuoi personaggi si costruiscono una “maschera”, soprattutto lei, dalla quale non vogliono separarsi. O meglio lei fa indossare a lui una maschera che non vuole. Sarei curiosa di sapere, caro Nicola quanta disaffezione alla vita ha lei e quanto davvero gliene freghi qualcosa di trascinarsi nel mondo…

Ergo Scripsit Scripsit Buongiorno Nicola, ho visto il booktrailer del tuo libro e mi sembra molto ben fatto. Ma è l’inizio di un progetto audiovisivo o rimane solo un trailer?

Maria Concetta Distefano Appena visto anch’io il booktrailer. Adesso voglio il FILM!

Enrico Pompeo Ancora Nicola Pera. L’identità: credo sia uno dei temi principali dei tuoi lavori,che sai che conosco e apprezzo. ‘Benzina’ per me è un salto di qualità, in particolare nella costruzione dei personaggi. Come Louise, nome che non svela niente, visto che è inventato. Che ci dici su questo tema? Scusa, ma oggi mi vengono tutte domande ‘soft’

Nicola Pera Perché l’identità è un mistero. Penso che tutti, di tanto in tanto, si chiedano “ma io chi sono veramente, cosa sto facendo?” e altre domande del genere. Il vuoto di queste risposte genera i mostri che siamo…

Enrico Pompeo Nicola Pera Condivido in pieno. Qui l’eco di Camus è forte. Quali altri autori sono per te punto di riferimento?

Nicola Pera Enrico, io adoro una generazione di autori americani che va da Scott Fitgerald (grandissimo) a Paul Auster passando per De Lillo, Auster, Bukowsky. Di Charles adoro il cinismo e l’ironia …

Enrico Pompeo Nicola Pera Visto che, a volte, riesco a diventare tuo ‘pusher letterario’ – tua definizione che adoro – mi permetto di segnalarti Kent Haruf. Nel solco della tradizione statunitense, tra Mc Carthy e Faulkner…

Nicola Pera Enrico Pompeo vai …segnato!

Nicola Pera Grazie Ergo🙂
Il booktrailer è un progetto nato con Simone Giusti che, oltre a essere scrittore, è ottimo comunicatore e con lui condivido il lato visual (io ho fatto l’Accademia di Belle Arti). L’idea è stata girare un booktrailer che non citasse le frasi del libro, ma le raccontasse, per chiarire subito chi fosse la ragazza che si fa chiamare Louise e il suo socio. Ho avuto la fortuna di trovare due ottimi autori, un regista come Simone, poi ho cercato location e macchina (non facile).
Per rispondere anche a Maria Concetta dopo il romanzo ho creato un soggetto cinematografico e sto provando a realizzarlo. Ma non è facile…

Maria Concetta Distefano Tienici aggiornati!

Ergo Scripsit Effettivamente la 128 è mitica 🙂 , comunque si vede una certa professionalità sia negli attori che nella regia…

Nicola Pera Non mancherò. Ho contattato diverse case di produzione, ricevuto qualche rifiuto e dell’interesse. È un mondo che non conosco (un filino incasinato direi)

Nicola Pera Per chi lo vuole vedere metto il link diretto al book trailer:
https://www.youtube.com/watch?v=L0vboVjuD10

Maria Concetta Distefano Io ho già messo il like!

Nicola Pera Grazie mille!

Simone Giusti Grande! Nicola oltre la sfera del tuono.

Linda Lercari Bartalucci Nicola Pera, hai mai pensato di scrivere per bambini? racconti per l’infanzia o altro?

Simone Giusti L’ha fatto! (Sono il suo manager) 😁😁

Nicola Pera  Certo, ho partecipato per due anni al progetto Fiabe al castello, in cui i nostri racconti per l’infanzia venivano messi in scena al castello di Lari (splendido) per i bambini

Linda Lercari Bartalucci Nicola Pera Potresti raccontarci come hai affrontato il lavoro? Come ti sei posto, che tipo di storia hai voluto raccontare, che tipo di linguaggio… grazie

Nicola Pera  Linda Lercari Bartalucci, allora. Per BENZINA avevo chiare alcune cose. La storia doveva avere due piani di lettura differenti. Quello pulp e violento e quello del messaggio.
Quest’ultimo è presente già dal titolo che non si riferisce tanto alla benzina che occore ai protagonisti per fare la loro strada, ma a una caratteristica fisica della benzina che è la volatilità. I due personaggi, come due gocce di benzina lasciate cadere sull’asfalto, sarebbero spariti senza lasciare traccia, senza lasciare memoria. Non anticipo la conclusione, però il tema della caduta, del destino che non possiamo controllare in quanto delegato ai nostri incontri, al caso, scorrono con forza sotto tutta la storia.

Nicola Pera  Per quanto riguarda il linguaggio ho usato quello che maneggio meglio. Ho un modo di scrivere che tende a eliminare tutto quello che non è funzionale, tutto quello che il lettore può immaginare e completare da solo. Ne derivanano storie che si svolgono in parte sulla carta, in parte (spero) evocando ricordi e immagini che tutti noi abbiamo. Trovo inutile descrivere minuziosamente un viaggio in una strada vicino al mare perché tutti abbiamo esperienze del genere che vanno a completare immediatamente quello che io suggerisco.

Linda Lercari Bartalucci Nicola Pera, ma il linguaggio per bambini?

Nicola Pera  Linda in quel caso mi sono posto un target di età. Non avevo nessuna voglia di scrivere storie per bambini troppo piccoli, diciamo più verso i dieci anni e allora pur semplificando alcune cose, non ho fatto altro che usare un po’ d’ironia in più. Spesso nelle mie storie si sfiora il surreale, è bastato farlo diventare un po’ più magico …

Laura Massera  Nicola Pera sono qua!
Noi ci siamo trovati insieme in un’antologia di genere che a me non è più (se mai lo è) stata, molto affine: sex grind house 🏡.
Quale genere ti rappresenta meglio e come mai sei finito lì?

Nicola Pera  Ciao Laura. Sono finito lì per colpa del solito Giusti. Non avevo mai scritto un racconto erotico e mi sembrava una buona idea provarci. Non l’avessi mai fatto! È difficilissimo! Scivolavo nella pornografia più che nell’erotico. E allora ho erotizzato un racconto di guerra che aveva una sua base di verità (che riguardava mia madre!). Dopo ho scritto altro sul genere, ma Simone dice che sono porno trash ..

Laura Massera grande Simone Giusti!

Simone Giusti Nicola Pera nooooo! Non ho mai detto che sei trash! Scrivi eroticopornoabbestia! Ci sono milioni di lettori (lettrici no) che vogliono leggere le avveture delle tue eroticopornoeroine. 😀😀

Ergo Scripsit 😂😂 peccato, ho appena comprato B3nzina.. se eri bravo nel pop porn bastava dirlo…

Nicola Pera  Ben fatto! Anche lì si danno da fare …

Linda Lercari Bartalucci Nicola Pera, un tuo personaggio che ami e uno che odi?

Nicola Pera Questo è facile, sono tutti figli miei! Li amo tutti in particolare quelli più fragili e bisognosi di sostegno

Linda Lercari Bartalucci Nicola Pera mica come me che ne detesto la maggior parte, ahahah! Bando agli scherzi… Anche tu “vittima” di personaggi che fanno quel che vogliono o riesci sempre a dominare la storia?

Linda Lercari Bartalucci questa era dura?

Nicola Pera No l’avevo persa! In un certo modo i personaggi mi suggeriscono come modificare la storia per renderla meno prevedibile, per inserire delle variabili casuali. Che sono poi quelle che dominano il nostro destino

Linda Lercari Bartalucci i personaggi sono vivi, vedo che anche a te “parlano” ormai è assodato… questo a volte mi spaventa e affascina insieme

Giorgia Simoncelli Ciao Nicola!
appena ho una copertura Wi-Fi vedo il trailer
Intanto volevo chiederti, trent’anni senza scrivere…
Come ti sei sentito quando hai buttato giù il primo racconto?

Nicola Pera Bella domanda. Sai che non pensavo proprio a ricominciare? Poi quando mi sono trovato nel laboratorio, nel giro di qualche mese, sono riaffiorate tante cose. I trent’anni sono stati utili a vivere, leggere, caricare la molla che è scattata e continua a girare per molto ancora (spero).
Per rispondere alla tua domanda il primo racconto mi è sembrato, sul momento, buono. Io funziono a immagini e non ho fatto altro che mettere su carta quello che vedevo. Il secondo è stato più tormentato, il terzo mi ha preso totalmente e da lì in poi è stato tutto facile. Facile trovare le storie, scriverle bene ha richiesto un po’ più di tempo

Enrico Pompeo In questo gruppo, siamo quasi tutti autori, anche se in molti, troppo silenti. 😐. Quali potrebbero essere delle indicazioni – non consigli – da evidenziare per migliorare, anche desunte dalla tua esperienza personale?

Nicola Pera  Il confronto è essenziale e la lettura basilare. Se uno scrittore non legge (molto) è destinato a inaridirsi e a tirare fuori cose poco interessanti. Ma anche farle leggere ad alcune persone in cui abbiamo fiducia e di cui possiamo accettare critiche anche feroci.

Laura Massera Ci sono molti silenti ma io so con certezza che molti di loro ci seguono con attentissima solerzia. #sapevatelo

Nicola Pera  Meno male, ma anche battere un colpo ogni tanto, far sapere che sono vivi non sarebbe male …

Enrico Pompeo Concordo. Apprendistato cone lettori, ma poi partite!

Nicola Pera. Enrico oppure mandiamo Louise a cercarli!

Enrico Pompeo Nicola Pera insieme a il Drago. Sarebbero una bella coppia…sicuramente convincenti

Nicola Pera Enrico, temo che non rimarrebbe nessuno con cui dialogare!

David Skynet Giuntoli Nicola Pera se volete vi presto un kaspar

Gianna Neri Tra i silenti ci sono io. Scusate, ma non sto scrivendo niente in questo periodo e ho anche pochissimo tempo per leggervi. Apprezzo tutto quello che fate, però.

Nicola Pera Gianna è già un inizio …

Enrico Pompeo Altra curiosità. Oltre alla narrativa statunitense, in Italia quali autori hai letto con più interesse. Tra i nuovi, c’è qualcuno che ti colpisce?…in senso positivo, non come lo intenderebbe Louise

Nicola Pera In Italia Buzzati e Calvino davanti a tutt, ma ultimamente ho avuto al fortuna di leggere uno dietro l’altro tre grandi romanzi. Foto di gruppo con signora di Boll, Q di Luther Blisset e Le case del Malcontento di Sacha Naspini. Li straconsiglio tutti e tre e di quello di Sacha ho anche scritto sul mio blog, vero carburante per scrittori!

Enrico Pompeo Nicola Pera Sacha Naspini una penna eccelsa. Mi permetto di anticipare che Nicola, il sottoscritto e David Marsili, altro autore, presenteranno ‘Le case del Malcontento’ a Livorno alla Feltrinelli il 21 aprile alle 18con l’autore presente. Se siete in zona, fate un salto!

Nicola Pera Enrico sarà una presentazione bomba, degna della nostra NITROCELLULOSA

Nicola Pera Allora ragazzi, ho la fredda canna di una pistola appoggiata alla tempia! No, non è Louise, è mia moglie che mi sta ricordando che dobbiamo uscire a pranzo e che è bene prendere una pausa …. 😀
A dopo!

Amara Rossi buon appetito Nicola 🙂 per quando tornerai vorrei sapere cosa chiedi a un tuo romanzo, o racconto, cosa deve avere perché tu ritenga ‘meriti’ di essere pubblicato (a parte essere scritto bene)

Serena Pisaneschi Ti è mai capitato di avere un’idea su una storia e che il tuo (o i tuoi) personaggi ti abbiano portato da tutt’altra parte?

Nicola Pera Eccomi qua, la moglie mi ha liberato … 🙂
Provo a rispondere alle ultime domande e se mi sono perso qualcosa segnalatemelo

Nicola Pera Ciao Amara Rossi, deve avere due caratteristiche, non necessariamente insieme. Essere divertente per chi lo legge (cioè provocare la curiosità oppure sorprendere per l’idea che lo conduce e per come si svolge) e lasciare qualcosa dopo. Spesso sotto ai miei racconti ci sono dei rimandi, delle citazioni, delle letture che possono essere molto diverse da quanto appaia la storia. Io lascio delle tracce, un lettore attento le può trovare e apprezzare, un lettore più distratto (spero) si diverta comunque a leggerli.

Nicola Pera Ciao Serena Pisaneschi, mi capita spesso anche per il mio metodo di scrittura. Mi considero scrittore di flusso inoltre scrivo molto rapidamente al computer, abbastanza da stare dietro ai miei pensieri. Le due cose unite tra loro, a volte, mi portano veramente lontano dal punto di partenza. Però trovo molto interessante quando la creatività prende il sopravvento sulla razionalità. Il risultato finale sarà una mediazione condotta dal mio essere scrittore. Usare il materiale e il modo migliore per coordinare due modi di vedere abbastanza diversi. Tieni inoltre conto che io vengo da studi artistici, conosco molto bene momenti e pause di quella che si chiama comunemente ispirazione e che invece è la liberazione, dalle griglie di tipo sociale e comportamentale, della nostra mente.

Mariele Rosina Ciao, Nicola, io arrivo solo ora ma ho letto l’intervista e ho visto il trailer (complimenti, davvero fatto bene!)
Mi sembra molto interessante il quesito posto da Serena, perché anche a me è capitato che i personaggi mi prendessero la mano e, animati di vita propria, mi portassero dove volevano loro. In qualche caso ho cercato di costringerli a ritornare sulla strada che avevo pensato all’inizio, ma l’esito è stato deludente.
Addirittura nel mio romanzo ho cambiato il finale tre volte e, solo quando ho lasciato i protagonisti liberi di andare verso il loro destino, ho ottenuto un risultato soddisfacente che ha sorpreso anche me.

Nicola Pera Sì, succede questo quando cerchiamo di costringere “razionalmente” la storia nei limiti che abbiamo impostato. Ti segnalo un “trucco” molto conosciuto, ma poco usato. Spesso le intuizioni migliori le abbiamo quando ci stiamo addormentando oppure siamo particolarmente stanchi. Sono le cosiddette fasi crepuscolari in cui il controllo dell’emisfero razionale si allenta e ci lascia liberi. Può succedere anche di avere delle intuizioni in particolari momenti, io ho imparato a tenere carta e penna sul comodino oppure in tasca quando esco. A volte arriva un’immagine, una situazione che vedo vividamente, ma dura poco e la devo segnare perché poi la razionalità prende il sopravvento…

Mariele Rosina A me succede addirittura di sognare i miei personaggi, o di avere intuizioni in momenti in cui non posso mettermi a scrivere (es. in metropolitana o in altro luogo pubblico). Allora detto la mia idea al cellulare e, quando sono a casa la rielaboro. Credimi, è un metodo che funziona.

Nicola Pera Infatti, funziona così. Passiamo il tempo a tenere sotto controllo la nostra parte creativa. Perché? Perché non si fa, non sta bene, abbiamo un dovere che non è quello di giocherellare con la mente ecc.. Poi, appena abbassiamo la guardia, ZAC se ne esce fuori e ci conduce lei per mano. Siamo tutti dei dottor Jeckil e mister Hide, ma a volte lo rifiutiamo

Mariele Rosina vero

Laura Massera Nicola Pera 🍐 non so se ti hanno già fatto questa domanda, ma anche se be intuisco la risposta, voglio avere una certezza o smentita chiare: il tempo che dedichi alla scrittura è programmato e metodico o risente delle tue intuizioni, dei tuoi impegni nel mondo 🌏 delle persone normali, ecc…?

Nicola Pera Il tempo è rapportato a quello che sento di dover fare. Ho avuto dei periodi densissimi di scrittura e altri meno (come adesso). In quest’ultimo caso leggo molto e penso a quello che vorrei scrivere. Il lavoro è sicuramente un impedimento, ma quando entra in testa l’idea giusta può aspettare qualche ora per essere buttata giù

Nicola Pera Per allargare la risposta non posso pensare ad avere un tempo per scrivere, diventerebbe un dovere. Me lo prendo dai tanti impegni quando ne ho bisogno

Teresa Clarizia Ciao Nicola, buona domenica delle palme e Auguroni per il tuo lavoro. Anche a te pongo la domanda come vedi il tuo futuro di scrittore. Ah dimenticavo di dirti, ho messo il like alla tua pagina. Ancora bravo X la tua grinta.

Nicola Pera Grazie Teresa. Il mio futuro lo vedo con ottimismo. Ho ricominciato a scrivere da pochi anni e, levato i primi mesi di aggiustamento, penso di avere fatto un buon lavoro. BENZINA è stato un passaggio importante, ma oltre a proseguirne la promozione (e a cercare di portarlo sullo schermo) ho altri romanzi pronti e tanta voglia di migliorare. Spero di rimanere sempre abbastanza obbiettivo per vedere i miei pregi e i miei difetti. È l’unico modo per lavorarci sopra …

Teresa Clarizia Si sempre ottimismo, nella vita, mai scoraggiarsi e poi noi che facciamo parte di questo gruppo, dobbiamo sentirci ancora più motivati, altrimenti rischiamo di ingannare noi stessi.

Laura Massera Nicola Pera 🍐 qual è il libro 📙 che avresti voluto scrivere 🖋 tu? E perché?

Nicola Pera Tonnellate di libri … tutto Fitzgerald, Melville, Conrad, da giovane kafka e mille altri. Mi innamoro dei libri che leggo, quando li trovo densi di contenuto e di pensiero. Me li dimentico presto quando sono solo ben scritti. Non lo so quale libro avrei voluto scrivere. Forse Lo straniero di Camus, ma lui era un filosofo e non un semplice scrittore, dava un retropensiero a quanto scriveva che rimane in testa per mesi. Però per quanto mi piaccia so di non potere seguire la sua strada, devo inventare la mia!

Laura Massera Nicola Pera no be’, la domanda era specifica. Non ti ho chiesto che (tipo di) scrittore vorresti essere, volevo proprio sapere cosa vorresti aver scritto se per ipotesi tu avessi una penna magica.

Nicola Pera Se vuoi un esempio pratico. Ho letto in sequenza tre grandi libri. Foto di gruppo con signora e ho apprezzato la capacità di costuire un romanzo corale che fa parlare mezza germania attraverso una caustica ironia sociale e lo stile letterario e quasi burocratico che mette insieme Boll. Bellissimo. Poi Q di Luther Blisset mi ha fatto capire quanto lavoro ci può essere dietro un romanzo storico! Come l’intreccio di tante vite crei la tessitura su cui si fonda la disillusione dei due protagonisti. Molto più costruito e concreto nello stile. Bellissimo. Poi ho letto le Case del Malcontento di Sacha Naspini e appena l’ho finito mi è venuta voglia di scrivere un romanzo corale …

Nicola Pera Vuoi una risposta secca? Ok, vorrei avere scritto La metamorfosi di Kafka. Perdonami Franz …

Laura Massera Nicola Pera grazie

Friedrich L. Friede Eh, siamo in due (milioni?)

Nicola Pera Friedrich almeno!

Friedrich L. Friede Secondo te il drammatico calo di lettori in Italia, più grave di quello di altri paesi, da cosa è causato? Si può porvi rimedio?

Nicola Pera Friedrich purtroppo non c’è nessun calo, strutturalmente in Italia si legge di meno. Nell’anno passato ci siamo assestati su un 40% circa di lettori, cioè di persone che hanno letto almeno UN libro nell’anno (esclusi quelli per studio). Questa percentuale è più o meno costante quello che è cambiato in modo radicale è il numero di titoli a cui possono attingere questi lettori. Se negli anni ’50 uscivano 5/6000 titoli all’anno, nel 2016 sono usciti 66.000 titoli unici in cartaceo e altrettanti in digitale. Molti si sovrappongono, ma possiamo ragionevolmente affermare che sono usciti 80.000 titoli unici. Tra questi il 15% per cento circa sono di narrativa per circa 1000 titoli nuovi al mese. Troppi!

Nicola Pera Troppi per essere tutti di buona qualità e infatti non lo sono. Il self publishing in mano a tutti e le case editrici a pagamento, quindi portate a pubblicare qualsiasi schifezza, basta che lo scrittore pagni, hanno affossato quello che rimaneva del mercato. Ma sia chiaro che i primi artefici siamo noi cittadini che, semplicemente, non leggiamo. Una classifica che trovo sconvolgente è quella relativa alle nostre elite (professionisti, manager ecc…) il 39% non legge nemmeno un libro all’anno!
Vuoi sapere il motivo per cui in Italia non si legge? Siamo convinti di essere particolarmente furbi, in realtà siamo maestri a scavarci la fossa da soli. Sai chi legge in tutta Europa su livelli simili ai nostri (tutti gli altri molto di più) la Grecia!

Nicola Pera Aggiungo che le classifiche europee sono impietose. Contro il nostro 40% la Francia è sul 50, germania e Inghilterra sul 60, non parliamo dei paesi nordici (vabbè lì fa freddo e si è costretti a stare in casa a fare qualcosa).
Però una classifica che mi ha sempre sconvolto (riportata anche dal compianto Tullio de Mauro) è che in Italia il 70% (SETTANTAPERCENTO) della popolazione è sotto il livello minimo di comprensione di un testo o di un problema matematico. Cioè circa 40 milioni di Italiani hanno competenze al di sotto di quelle considerate indispensabili per vivere e lavorare oggi! Insomma, non leggiamo perché non capiamo quello che leggiamo …

Ergo Scripsit Adesso non ho numeri ufficiali, ma credo che ci sia un problema nel target : gli editori sperano nell’adulto facoltoso che spende 26 euro per un libro, ma io credo che chi legge tanto tendenzialmente siano adolescenti o comunque giovani (senza un lavoro, normalmente). E a questo pubblico piacciono un tipo di libri che la normale intellighenzia italiana disdegna (vedi la critica a camilleri di essere nazional-popolare): fantastico, fantascienza, horror, faticano molto ad essere degnati di uno sguardo da critici e salottisti…

Friedrich L. Friede Certa puzza sotto il naso sicuramente rovina il quadro. Gli americani, per dire, sono più di bocca buona.

Ergo Scripsit Ho trovato qualche numero: “A leggere sono soprattutto i giovani tra gli 11 e i 14 anni (51,1%). Come sempre chi trova libri in famiglia diventa poi un lettore: legge libri il 66,9% dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori, contro il 30,8% tra i figli di genitori che non leggono libri.” Istat dic2017

Nicola Pera Ergo e Friedrich, penso che il prezzo non sia elemento secondario. Un conto è tirare fuori 12 euro per il romanzo di uno sconosciuto (che in presentazione o promozione diventano 10) un’altro tirarne fuori 15 o 16.

Friedrich L. Friede Se è vero… Altri tempi, altri redditi, ma non ho mai letto tanto quanto nell’epoca dei libri a mille o a duemila lire.

Laura Massera Nicola Pera 🍐 come siamo messi con l’editing?
Ne hai uno personale che non cambieresti con nessuno, che a volte strozzeresti e a volte vorresti fargli un monumento o sei uno di quelli che considerano l’editing un’inutile spesa fatta solo per rimediare agli errori di chi non sa scrivere?

Nicola Pera Io sono convinto che un apporto esterno possa solo definire e migliorare il nostro lavoro. Siamo così abituati a guardare il nostro lavoro che, a un certo punto, non vediamo più errori e distorsioni. Un esempio che faccio spesso quando ne parlo riguarda la mia vita precedente, quando disegnavo e dipingevo. Capitava a volte di osservare il lavoro di qualcuno e di vedere IMMEDIATAMENTE qualcosa che il disegnatore non aveva colto, per esempio una cattiva proporzione degli arti, oppure del viso. Perché noi guardiamo con gli occhi quello che fanno gli altri, mentre guardiamo con la nostra mente quello che abbiamo fatto. E la nostra mente ci conferma sempre di avere lavorato bene. Per cui ben vengano gli editor. Certo il rapporto deve essere fiduciario, ma penso che a questa condizione, sia un piacere e un arricchimento indispensabile lavorare con un buon editor

Maria Concetta Distefano Ciao CIAO a tutti. A volte ritornano… Che bella intervista!!! Seguo ma non faccio domande.

Olympia Fox Nicola Pera con chi qui nel gruppo, admin e autori con cui hai già collaborato a parte, potresti prendere in considerazione l’idea di un progetto a 4 mani e perché?

Nicola Pera Olympia, mai fatto qualcosa a 4 mani nella scrittura… 🙂
Siccome bisogna provare (quasi) tutto nella vita perché no? Però, se escludo amministratori e amici con cui collaboro già, non saprei a chi chiederlo … 🙂
Penso che al di là della conoscenza mediatica sarebbe più importante la conoscenza diretta.

Nicola Pera Ragazzi, ma qualche domanda davvero cattiva per concludere?

David Skynet Giuntoli Due autori osannati che ritieni sopravvalutati

Nicola Pera Paulo Coelho e Aruki Murakami. Il primo lo trovo vacuo, inconsistente e il secondo si è perso per strada

Nicola Pera Mi piace sparare sulle corazzate …

David Skynet Giuntoli Bang… anzi: badaaammm

Nicola Pera Eccerto è più bello

Nicola Pera E a te? Fammi due nomi anche tu

David Skynet Giuntoli Nicola Pera io non mi appassiono affatto a chuck palahniuk. Ci ho provato diverse volte. Per il secondo devi pensarci

Maria Concetta Distefano GRAZIE, Nicola Pera per la giornata a disp. A una persona che mi sembra geneticamente buona come lui non oso fare alcuna domanda cattiva. MA poi cosa è una domanda cattiva??? Buona serata a tutti.

Nicola Pera Grazie a te e a presto

Ergo Scripsit Uff una domanda cattiva… Ti è mai capitato di dire “bella” di un’opera che invece non ti piaceva solo perché eri faccia a faccia con l’autore? 🤔

Friedrich L. Friede Va’ che bene che non è la mia giornata… 😂😂

Nicola Pera Adesso sì! Purtroppo tendo a essere sincero. Se qualcosa mi piace lo dico, se qualcosa non mi piace e ne posso parlare con la persona lo faccio e vorrei che facessero altrettanto con me. Se non ho la confidenza per poterlo dire sto zitto …

Friedrich L. Friede Quindi se Fabio Volo ti chiede in pubblico cosa pensi del suo ultimo libro tu rispondi….

Nicola Pera Friedrich vista adesso … a Fabio Volo cosa dico? Mi spiace non l’ho ancora letto! (Omettendo il fatto che non ne ho nessuna voglia) … 🙂

Friedrich L. Friede Domanda cattiva? Eccola servita: qual è il tuo punto debole, ciò che sai di non saper fare bene come il resto, che ti eserciti, ci studi, ma proprio non c’è verso…

Nicola Pera  Mmmmm. A volte vorrei essere più letterario, avere un linguaggio più ricco. Il problema è la revisione che elimina tutto quello che non è funzionale alla storia e ritorno all’essenza della mia scrittura

Ergo Scripsit Ah funzionale alla storia… io credo che un bel suono di parole sovrabbondanti possano essere a complemento delle scarne cronache che vanno oggi

Friedrich L. Friede Io sarei per un giusto mezzo, diciamo, uno stile scelto sulla base della storia che vuoi raccontare.

Nicola Pera   Friedrich, sono d’accordo, anche il tipo di storia può modificare lo stile, però, però se potessi ruberei qualcosa a degli amici che conosco …

Linda Lercari Bartalucci Ultima domanda… Senza “spoiler” come immagineresti una Louise vecchia? Una Louise di ottant’anni? Con tutto il suo vissuto, con le sue scelte estreme e le sue – tante – disillusioni?

Nicola Pera  Louise vecchia? Louise non può invecchiare, è un simbolo di libertà e autodistruzione. Forse è quello che vorremmo o dovremmo essere per vivere la nostra vita senza limitazioni dettate dall’esterno.

Linda Lercari Bartalucci Nicola Pera è una domanda cattiva, lo so, ma… non immagini mai una Louise in ciabatte, magari un po’ grassa con una birrozza in mano e trenta gatti nell’appartamento (povere bestie) oppure una Louise secca rifinita che fuma nervosamente le sigarette una dietro l’altra? Un animale rabbioso ingabbiato nei suoi stessi anni? A volte ci ho pensato (occhio a non fare spoiler)

Nicola Pera Linda, uscendo dalla storia che ha una conclusione differente, certo che la immagino, ma se si arrendesse non sarebbe lei. Mettiamo allora che a un certo punto si rassegni, trovi un lavoro da impiegata e viva i restanti 40 o 50 anni come tutti noi, alle prese con problemi e fatiche quotidiane. Sarebbe inaccettabile, per lei e per me. Ho troppo rispetto per i miei personaggi per punirli fino a questo punto!

Nicola Pera  La libertà deve rimanere libera, oppure niente

Linda Lercari Bartalucci Nicola Pera te l’ho detto che era cattiva, invece io non vedo una Louise impiegata, la vedo fare ben altre cose, ma anche facendole sarà sempre un’anima rabbiosa, almeno per me

Nicola Pera  Questo è sicuro!

Nicola Pera  Signore e signori, giunti alle dieci di sera la mia consorte mi ha appoggiato nuovamente la pistola alla tempia, alzato il cane e ha detto che conta fino a tre. Per non rischiare una rapida dipartita mi vedo costretto a lasciare questa simpatica compagnia. Buona notte a tutti, sperando che vi siate divertiti quanto me …

Linda Lercari Bartalucci Molto, grazie di tutto

 

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