#giornatautore – Andrea Venturo

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Si è svegliato di buon’ora ed è già carico a mille il nostro ospite di oggi Andrea Venturo. È arrivato il giorno della tua #domenicautore, Andrea, presentati e poi preparati ad accogliere il fuoco amico delle domande.

Buona domenicautore a tutti.

Laura Massera Andrea Venturo raccontaci come sei approdato alla scrittura.

Andrea Venturo Tutto ebbe inizio al liceo quando mi accorsi che ero completamente incapace di scrivere. Stavo messo così male che al primo tema di italiano, nel 1984, la professoressa mi domandò cosa avessi scritto perché faceva fatica a leggerlo.
Be’… facevo fatica anche io.
Quell’anno fui bocciato, anche per quel motivo.
Non era l’unico. Ignoravo sintassi, ortografia e solo il mio dizionario era un pochino ampio grazie alla lettura.
Così iniziai a studiare la scrittura “da zero” e cambiai completamente modo di scrivere adottando lo stampatello minuscolo al posto del corsivo.
La storia si concluse in quinto, quando con un mio scritto vinsi un bel premio e lo feci vincere anche alla mia scuola e nonostante la professoressa di italiano del triennio che s’era messa in testa che i miei temi, dato che non parlavano mai di letteratura, non valevano nulla.

Buongiorno a tutti!
Se la giornata comincia così è già indimenticabile… e può solo migliorare 😉 Siccome sono curioso una domanda comincio a farla io: cosa leggete più di frequente?
La lettura è un’attività con la quale ci confrontiamo tutti i giorni, che sia di un libro, un giornale o il bugiardino di un farmaco e a controllare, in termini di tempo dedicato, quanti minuti si dedicano nell’arco della giornata…
Per me ci sono i cartelloni pubblicitari: ognuno richiede pochi secondi, anche meno, ma sono tanti e l’inconscio se li beve tutti. Purtroppo.
Ok, si può rispondere anche in termini di attenzione volontaria. Rimango curioso.

Laura Massera Cosa leggo di più? Ovviamente in primo luogo le opere di cui faccio l’editing, per lavoro non devo leggere ma insegnare a leggere e scrivere quindi li leggo tante storielle brevi malscritte sulla vita quotidiana di tanti bimbi cinesi, ma quella è decisamente una lettura diversa.
I cartelloni pubblicitari mi passano accanto come fossero fantasmi (non mi ero nemmeno accorta che sotto casa c’è una pizzeria!)
No, direi che durante la giornata leggo tantissimo le etichette degli alimenti e della composizione di quasi tutto quello che compro. Cercare di essere amica della natura mi ha indotta a prestare moltissima attenzione a tutto quello che mangio, uso e compro.
E poi, naturalmente, ci sono i vostri post. Ai quali vorrei poter dedicare molto più tempo, ma, insomma, si fa quel che si può.

Laura Massera Vuoi parlarci un po’ di te, dei tuoi gusti, delle tue scelte, delle tue esperienze?

Andrea Venturo Dal liceo e dal primo racconto pubblicato su una rivista sono passati 20 anni, circa. Ho viaggiato, ho camminato (trekking, in montagna soprattutto), ho suonato e ho giocato con decine di giochi di ruolo.
Questo mi aveva dato l’illusione di saper scrivere storie… e infatti di quegli anni ho qualche faldone pieno di canovacci, bozze e romanzi che ben difficilmente riusciranno mai a lasciare il cassetto dove sono stati relegati.

Fanrltasy, fantascienza, horror, gialli, ucronie… preso dalle mie letture cercavo di emulare i miei autori preferiti, ma tutte le storie iniziate in quel periodo, tranne una, ha mai trovato un finale. Cioè non sono mai riuscito a finirle.

Friedrich L. Friede Ciao Andrea, parlaci un po’ del tuo romanzo ‘I razziatori di Estiqaar’

Andrea Venturo Quella storia che ho concluso, scritta di getto in una notte del 1996, doveva essere il background per un paio di personaggi di una campagna fantasy. Solo che quei due cominciarono a muoversi per i fatti loro e a mostrarmi che c’era molto altro da approfondire.
Così ho ricostruito tutta l’ambientazione per portare i personaggi fuori dal gioco e con loro sono usciti tutti gli altri personaggi che, in 20 anni, ho giocato e interpretato insieme ai miei amici.
Nella nuova ambientazione uno dei personaggi ha cambiato nome Conrad è nato così e per farlo arrivare alle soglie della maturità ho cominciato a fargli capitare tra capo e collo un po’ di cosette che un tempo, da bravo master di giochi di ruolo, facevo capitare ai miei avventurieri… o era quello che si procuravano loro quando li lasciavo liberi di agire e mi limitavo a raccontare le conseguenze delle loro azioni.

I razziatori sono arrivati così. C’è questa banda di razziatori che attacca, riduce in schiavitù chiunque incontra, e poi sparisce.
Poi ci sono loro, i miei personaggi di 12, 15 e 17 anni che si incontrano e si ritrovano alle prese con i banditi. L’imprevisto è stato sempre in agguato: stavo scrivendo un romanzo, non un gioco di ruolo e proprio non potevo metterci dentro le ruolate dei giocatori.
Così è successa un’altra cosa.
L’ambientazione mi ha fornito tutto il necessario per finire la storia, le scene dinamiche sono state inquadrate con le regole dei giochi di ruolo e la mia immaginazione (e il paziente lavoro di una editor in gamba) ha fatto il resto.

Laura Massera Andrea Venturo conosco alcuni giocatori o ex giocatori di ruolo, tra cui mio marito che anche se ormai ha la sua bella età non disdegna i GDR online (ci siamo conosciuti cosi).
La spiacevole sensazione è che queste persone non riescano mai a relazionarsi con il mondo 🌏 reale.
Se scrivono finisce che scrivono solo fantasy, se guardano un film o leggono un 📙, la scelta ricade quasi esclusivamente su quel genere.
Tu come ti ritieni? Ti senti intrinsecamente legato al fantasy tanto che credi che non potrai mai uscire da quel tipo di produzione narrativa o hai anche voglia di sperimentare altri generi?

Andrea Venturo Ho giocato decine di ambientazioni differenti: draghi, vampiri, cartoon, corpi speciali, legioni romane, cacciatori di cultisti e ribelli in una galassia lontana lontana…
non sono legato al fantasy, ma al momento mi piace tantissimo e ho preso a cuore le vicende di Conrad & Co. Se poi dai un’occhiatina sul mio blog c’è un raccontino fresco fresco dove si parla della Duchessa e del rifugio che accoglie e di fantastico c’è il fatto che è tutto vero.

Maria Concetta Distefano Per me un mondo alieno… Seguo…

Laura Massera Maria Concetta Distefano io ho più dimestichezza con gli alieni che col fantasy

Laura Massera Andrea Venturo adesso su che progetto sei? Ce ne vuoi parlare?

Nicola Pera Ciao Andrea e buongiorno. Mi interesserebbe conoscere le tue esperienze con le case editrici.

Olympia Fox Ciao Andrea. Io amo il fantasy, premessa. Dammi un motivo per leggere il tuo libro.

Andrea Venturo Laura, Le Cronache di Tharamys di cui i Razziatori fa parte sta assorbendo buona parte del mio tempo, sto provando a coinvolgere altri autori a partecipare: Tharamys è grosso e ha tantissimo spazio a disposizione. Poi c’è il blog… e poi il resto del tempo ci sono tre pargoli uno meglio dell’altro… e poi dovrei anche dormire. Ultimamente è il progetto più sfidante

Nicola Pera Sei uno scrittore di flusso o di struttura? Cioè segui la tua “ispirazione” del momento oppure ti piace pianificare il lavoro

Andrea Venturo Nicola: per le case editrici ho poco da dire. Solo di recente e grazie ad alcuni amici ho scoperto che oltre a quelle “grosse” ci sono realtà molto interessanti. Solo che nel frattempo ho intrapreso la strada del self… che trovo molto stimolante.
Per il lavoro faccio entrambe le cose: comincio con l’ambientazione e seguo la mia ispirazione nel creare i vari elementi. Poi durante la stesura questi elementi diventano i capisaldi che non cambieranno mai, pena la distruzione del patto narrativo. Metti un lavoro analogo su personaggi ed elementi del background (luoghi, leggende, creature… ecc…) e quasi la storia si scrive da sé!

Nicola Pera Hai l’abitudine di fare rivedere a qualcuno i tuoi testi per editare e correggere quello che scrivi?

Andrea Venturo Olympia perché una storia come quella dei razziatori non l’hai mai letta.
Modestamente.
Perché l’ambientazione è curata in modo approfondito e, dulcis in fundo, ci trovi anche i contenuti extra

Ergo Scripsit Buongiorno Andrea, com’è andata con il self? Hai detto che hai lavorato con un Editor, prima di iniziare a pubblicare? Che tipo di promozione fai, che ritorni hai?

Enrico Pompeo Buongiorno Andrea. Molto stimolante, anche perché il tuo è un genere a me poco affine. Rimedierò. C’è molta avventura nei tuoi racconti. Usi la prima persona narrativa o non segui questo filone, Che generalmente si usa quando si vuole coinvolgere maggiormente il lettore. Quali sono i tuoi autori di riferimento? Grazie.

Andrea Venturo Nicola: il metodo che ho affinato mi vede intento a scrivere, poi cambiare testo (leggo, edito il lavoro di altri colleghi… ecc…) e tornare sul pezzo dopo un mesetto o due e riscriverlo da capo. Alla terza stesura coinvolgo i beta reader. Poi, forte dei loro commenti, ingaggio un editor e ha inizio la quarta stesura. Da non confondere con le revisioni: ogni stesura può subire anche una decina di revisioni senza cambiare di molto. I Razziatori, nella prima e traballante versione, prevedeva l’arrivo dei banditi nell’accampamento etsiqaasit. Il punto è: che fine fanno quaranta banditi in un accampamento abitato da un centinaio di persone abituate a difendere i loro cavalli da bande di troll e viverne (specie di draghi, ma meno pericolose)?
O creavo un improbabile esercito di razziatori con seri problemi di coerenza, o toglievo di mezzo la parte dell’accampamento e facevo passare la storia da un’altra parte, più a misura di adolescente, tra le altre cose. Quando ho messo in mano all’editor la storia gli unici problemi relativi la trama riguardavano se usare dei cani o no per riprendere una fuggitiva.
Poi c’erano i miei soliti errori, che non vedo mai, legati alla gestione del pov e che pian pianino sto imparando a usare con competenza.

Enrico Pompeo Arieccomi. È un mio pallino, Andrea. Quanto temo riesci a dedicare alla lettura?

Andrea Venturo Ergo Scripsit fare il self è come essere editore di sé stessi. L’impegno che richiede è quello di una piccola impresa. Ci sei tu con la tua idea, i tuoi collaboratori che paghi e che devi istruire o finirai con l’essere gestito ottenendo un risultato non soddisfacente, e il resto della tua vita che non deve essere toccato da questa attività o il prezzo delle conseguenze si mangerà quei pochi spiccioli che potresti guadagnare. Vissuto così il self publishing è una bella palestra e si impara moltissimo sull’editoria e sul modo di produrre un libro.
L’editing è un passaggio obbligato. Quando scrivo creo e se creo… sporco ovunque. L’editor mi aiuta nel delicato lavoro di togliere la morchia e far emergere il mio lavoro. Costa, ma non ci rinuncerei per nulla al mondo. Sulla promozione… tocchi un tasto molto dolente. Sto imparando. Giornate come questa sono importanti, dovrei partecipare a fiere e eventi, ma proprio non riesco per impegni lavorativi e familiari. Mi sto organizzando con l’online e cerco di farmi leggere così. La media si aggira sulle 3-4 copie vendute ogni mese e solo recensioni positive (da 3 stelle in su) che non è male.

Teresa Clarizia Ciao Andrea e buona domenica, anche io ho una domanda per te:descrivi in poche parole il tuo primo romanzo”I RAZZIATORI DI ESTIQAAR”.

Andrea Venturo Enrico Pompeo
L’avventura è il mio pane quotidiano. Restare vivo sotto il peso di tre marmocchi che vogliono scalarti è piuttosto difficile, se poi hai il “vizio” della montagna diventa un’impresa anche sopravvivere al fine settimana. Per il personaggio di Conrad ho avuto due modelli d’eccezione: Kane il maledetto (di K. E. Wagner) e Dirk Pitt (Clive Cussler). Figurati che Conrad prima di definirlo appieno doveva chiamarsi Kane.
Nei romanzi con Conrad uso la terza persona al presente, il passato lo metto solo se la narrazione parla del passato più o meno recente. In altri racconti, più o meno collegati all’ambientazione, uso forme differenti.
Se vuoi provare il mio modo di interpretare la prima persona prova “il diario del Capitano Sarralga”, ne esiste anche la versione audio su YouTube.
Infine: Cussler e Wagner sono due degli autori che mi hanno ispirato. Altri sono stati self come me, autori di cinema come Clutcher (Trinità) o di Teatro come Lillo & Greg.
L’elenco completo è in appendice al libro.

Enrico Pompeo Grazie. Anche io adoro la montagna, ma ho solo un pargolo. Mi sa che me la destreggio meglio. Interessante il discorso sui social che fai. Mi sembra che tra piattaforme, youtube, self publishing, tu ne usi bene il potenziale. Quanto credi sia importante l’uso del social nella crescita della qualità della scrittura e nella promozione?

Andrea Venturo Enrico, mentre ti rispondevo ho visto arrivare la domanda.
Delle due-tre ore che riesco a ritagliare la mattina presto una mezz’ora la dedico a leggere qualcosa. Per esempio adesso ho finito un lavoro del mio amico Greg che si è cimentato sul ritorno di Sherlock Holmes e… wow! Adesso gli farò quel poco editing che so fare, ma se mai pubblicherà mi comperò il libro!

Laura Massera Non molto originale il ritorno do Sherlock Holmes… Però non conoscendo la storia, ho solo sparato una riflessione a caldo.

Andrea Venturo Niente spoiler, ma quello che ho letto mi ha lasciato entusiasta

Friedrich L. Friede Laura, c’è tutto un filone post-sherlockkiano. Se guardi in Delos Digital ne trovi di ogni.

Laura Massera Friedrich L. Friede uhm… Devo prendere informazioni e riflettere su questa cosa.

Andrea Venturo Enrico sull’uso dei social ti dico grazie per il complimento, credo che in campo editoriale le cose che funzionano meglio sono i firma copie, le fiere di settore e un pochino i giveaway organizzati via web.
Le recensioni dei vari blogger aiutano quando sono spontanee e competenti. La pubblicità… pure ma costa più di quel che si guadagna, a meno di non aumentare l’investimento iniziale di un paio di ordini di grandezza. Troppo per le mie possibilità e troppo rischioso. Cioè potrei anche investire 50.000 euro per editare e, soprattutto, promuovere il mio prossimo romanzo, ma poi… con quali soldi comperò casa nuova dove vivere in cinque + la gatta?
In Italia non si può vivere di sola scrittura, il mercato non lo consente. Così per prova ho speso i 30$ di Mark per pubblicizzare il giveaway che inizierà domani. Al momento tra interessati e partecipanti ci sono una settantina di persone 5 dei quali attirati con la pubblicità. Immagino che dovrò studiare ancora per utilizzare meglio questo strumento.

Amara Rossi estiqaar, estiqaasit, non temi l’assonanza con estiqaatsi? o se è voluta, perché?

Andrea Venturo Amara, wow! È proprio il tuo nome o lo hai scelto come nickname?
Etsiqaar è “filologicamente” legato a etsiqaasit che è tanto la lingua, quanto il termine che definisce gli abitanti.
Non è un’assonanza.
Etsiqaasit
Estiqaasit
Estiqaatsi
…è un anagramma e uno dei tanti presenti nel libro. Poi il capo La-Kae nasconde un anagramma pure lui, così come nei nomi tometici dei di alcuni personaggi si nascondono altri lavori di chi ha ispirato il sottoscritto. Pasquale Petrolo e Claudio Gregorio son stati messi sullo stesso piano di chi ha ispirato il nome del capo degli etsiqaasit. Poi dall’ispirazione che è l’1% del lavoro, son passato alla traspirazione… il restante 99%. Del lavoro degli altri è rimasta, com’è giusto, una traccia e una citazione nei crediti a fine libro.

Enrico Pompeo Quando scrivi, cosa vorresti che i lettori provassero leggendoti? O trovassero nel tuo lavoro? Evviva!

Andrea Venturo Enrico, durante la stesura penso al mio lettore-tipo e immagino lui o lei cosa potrebbe provare nel leggere le mie pagine. Spero sempre in qualcosa come “ancora una pagina, poi vado a letto”.

Andrea Venturo Pausa pranzo: voi postate pure, io digerisco e rispondo.
A tra un poco

Friedrich L. Friede Prima hai dribblato una domanda e io che sono bastardo te la ripropongo come la peperonata avanzata: rimarrai sempre nella letteratura di genere, fantasy nello specifico, o valuti anche altri filoni della letteratura per il tuo futuro?

Enrico Pompeo Dopo il caffè, ti chiedo: quando ti accorgi che una storia funziona oppure no? Hai detto di avere lavori che rimarranno nei cassetti. Come riesci a stabilire la qualità di ciò che scrivi? È una domanda che mi pongo spesso…

Linda Lercari Bartalucci Caro Andrea Venturo da quel che leggo mi sembreresti portato per la sceneggiatura di fumetti, ci hai mai pensato?

Andrea Venturo Friedrich ma è Friedrich o Frederaic?

Il fantastico ha tante declinazioni. Non credo che lo lascerò, ma potendo mescolare un poco le carte… alla fine “Ritratto di Dorian Gray” o “Moby Dick” sono Fantasy o no? E una bella storia di pirati, condita con maledizioni vudù basate sulla suggestione, certo, ma non per questo meno efficaci: sono un fantasy o no?
Mi piace sperimentare, oggi scrivo un racconto giallo, domani provo la biografia inventata… un po’ di tempo fa ho persino tentato la supercazzola del Mascetti.
Per studiare la cosa ho privato un ragazzino del suo videogioco, destramente infilato in cassa al momento del pagamento sotto il naso della madre.
“Cavaduri, sa, è una brutta ogna” esordii.

Poi mi offrii di rifare io la fila (ero da media world, il 22 dicembre) e chiedere il rimborso.
La signora ricevette 50 eur da me, io merce per un totale di 84.
Il moccioso (12-13anni) ci rimase malissimo e provò una reazione che venne stroncata con un “se lo ridice l’appuccico al buro e non in senso anafestico, ha capito?”
E la madre sogghignò.
Se ritrovo il pezzo gli do un’aggiustatina e lo metto tra i racconti del mio profilo. Tanto i protagonisti difficilmente potranno riconoscersi.
Poi le idee ricevono nuova linfa e magari un personaggio somiglierà a quel ragazzino che riceveva la prima supercazzola della sua vita, o alla madre che s’era stancata di dire sempre sì e io gli avevo dato la possibilità di puntare i piedi e rifilare un bel No, secco e deciso.
Adesso sono alle prese con le Cronache di Tharamys e mi sto divertendo come quando tiravo i dadi per stabilire se una magia aveva successo o no. Però molte di quelle regole valgono anche fuori dal fantasy.
Su una cosa però so che non cambierò mai: preferisco vicende immaginarie o al massimo autobiografiche. Mettere in piazza i fatti altrui non rientra nelle mie corde.

Andrea Venturo In effetti in quell’occasione somigliavo più al Sassaroli mentre contrattava col Melandri la cessione della moglie

Andrea Venturo Enrico, fino al 2011 non me ne sono accorto. Scrivevo cose e dopo un po’ non sapevo proprio come andare avanti. Ho un romanzo con romani a vapore vs alieni. Fermo da vent’anni. Un altro urban fantasy intitolato “il signore della maremma” con un laser gigante sulla cima dell’amiata che polverizza tutto nel raggio di 280km.
Il laser è inavvicinabile e nessuno è tanto fesso da avvicinarlo. È ancora là.
Adesso so perché quelle storie non funzionano. Manca il worldbuilding e i personaggi hanno background scarso o nullo.

Magari tra altri dieci anni rileggerò quello che scrivo adesso e dirò “ah, guarda qui ora posso fare di meglio!” o addirittura resuscitare cose come la portaerei sommergibile totalmente automatica con due uomini di equipaggio e un esercito di droni (1986).

Andrea Venturo Ciao Linda, fumetti ancora no. Da quel poco che so scrivere una sceneggiatura è più simile ad una partitura per un orchestra. Nel caso dei fumetti immagino che vada presa in considerazione anche tutta la parte grafica, la distribuzione del testo… tanti anni fa misi le mani sulla… su una cosa firmata da Alan Moore e di fatto era il lavoro preparatorio di Alan Moore per Watchmen. Qualcosa è inserito in appendice al fumetto in questione. Era tutto descritto nei minimi particolari. Se dovessi fare un lavoro del genere penso che uscirei matto in pochi giorni.
Forse però intendi una cosa meno complessa: cos’avevi in mente?

Linda Lercari Bartalucci Proprio una sceneggiatura, infatti

Linda Lercari Bartalucci Andrea Venturo se una casa editrice ti proponesse di scrivere di in genere che non ti è familiare, ma ti pagasse, accetteresti?

Nicola Pera Bella domanda

Linda Lercari Bartalucci Grazie!

Andrea Venturo Sì, mi piacciono sfide e questa lo sarebbe. E poi fa bene uscire dalla propria zona di comfort.

Linda Lercari Bartalucci Andrea Venturo anche se fosse imposto il lieto fine?

Andrea Venturo Il mio concetto di “lieto fine” è molto ampio e include la morte del protagonista. Non so se hai mai letto Fatherland… è tragico, ma finisce “bene”.

Andrea Venturo Che intendi per lieto fine?

Linda Lercari Bartalucci Andrea Venturo quello classico in cui vissero tutti felici e contenti

Andrea Venturo …e quel che più conta è che essi vissero
(Cinderella, la leggenda di un amore) avrei dato un braccio per poter scrivere una storia come quella.
E il finale mi è piaciuto più della favola originale. Prima o poi voglio creare qualcosa di simile.

Linda Lercari Bartalucci Andrea Venturo per me è molto difficile

Linda Lercari Bartalucci Andrea Venturo spesso i personaggi fanno quel che vogliono e la storia prende una piega imprevedibile, a me succede di continuo e non son la sola, a te?

Andrea Venturo Nei Razziatori che in totale ho riscritto 4 volte il personaggio di Diana è diventato un comprimario durante la terza stesura. Prima era solo una ragazzina senza spina dorsale… pardon, credevo fosse senza spina dorsale finché non mi ha messo uno dei suoi coltelli sotto la gola e mi ha ordinato di fargli dare un’occhiata più da vicino a La-Wonlot e che no, non si sarebbe mai rassegnata a vivere in una fattoria.
Che ci vuoi fare? Sono sensibile a certi argomenti.

Andrea Venturo Pure per me, ma se era facile ci sarebbero riusciti tutti

Linda Lercari Bartalucci Fanno sempre così

Maria Concetta Distefano Buon pomeriggio. Sto seguendo… cioè… credo… un mondo parallelo, il vostro? Può essere… Non mi era mai capitato di seguire una discussione simile. E capisco anche che, mentre io posso chiedermi “Ma in che mondo vivono?” potrebbe pure essere vero il contrario… “Ma in che mondo vive questa?”. Con buona pace di Wilde e Melville. Complimenti comunque ad Andrea Venturo e a tutti quelli che stanno facendo domande capendo l’argomento. Io mi astengo dal chiedere alcunché.

Enrico Pompeo Ma anche io ci capisco poco, ma proprio per questo domando. Andrea è molto disponibile. Per esempio, visto la familiarità con videogiochi, che sono molto legati alla colonna sonora, quale musica ascolti? Quale sceglieresti per i tuoi testi, come consiglio di ascolto?

Andrea Venturo Non ho una musica preferita in assoluto. Classica e neoclassica ne ascolto tanta, ma pure heavy metal e canti gregoriani.
Spazio a tutto campo e grazie a YouTube ho accesso a praticamente tutta la musica del pianeta (basta sapere cosa cercare).
Come accompagnamento per la scrittura di solito metto colonne sonore di videogiochi rieseguite da musicisti in carne ed ossa. Per esempio: c’è la colonna sonora di Actraiser, eseguita dalla New Philarmonic Japanese Orchestra che non ha nulla da invidiare ad opere più famose… o il mio contemporaneo preferito: Nobuo Uematsu, che riesce sempre a risollevarmi morale.
In generale scelgo la musica in base all’attività da fare. Sto per descrivere una scena dinamica come un combattimento in mischia? Un bel brano vivace come Highway star, per esempio.
C’è una descrizione molto articolata? Rossini, ouverture del Barbiere di Siviglia.
Scatta il conflitto primario? Quinta di Beethoven. Appare ‘lei” per la prima volta davanti a “lui”? Rapsodia in blues e via, andare.
Talvolta sono i personaggi che mi richiamano le musiche più strane. Per esempio Dorian Musìn e il suo socio mi rievocano sempre ” il coro dei pompieri”, chissà perché

Linda Lercari Bartalucci Andrea Venturo e la pubblicazione di una specie di libro game con finali alternativi magari ambientato in luoghi fantasy o comunque legati al GDR? Ti piacerebbe?

Andrea Venturo Non mi sono mai piaciuti i libro-game. Anche se una struttura a più livelli la puoi trovare se ti scarichi gli extra dal link indicato in appendice al libro.

Si tratta di un’avventura multi-sistema. Contiene mappe in scala di Kirezia, la regione dei colli ondosi, edifici vari… e poi descrizioni accurate di località, edifici, stanze, personaggi e molti altri eccetera con, infine, una serie di possibili inizi per coinvolgere i giocatori e finali per trovarne uno adatto alle loro capacità.

Andrea Venturo Cari tutti, mi accingo a mettere i pupi a dormire… e poi a seguirli. Se avete ancora domande lasciatele pure qui e domattina al risveglio troverete le risposte neanche fosse passata la befana ^_^
Comincio a ringraziarvi adesso, che tra poco mi spegnerò sotto una valanga di cuccioli.
Un grazie speciale agli Admin Nicola Pera e Laura Massera per aver animato la giornata.

Nicola Pera Grazie a te per la disponibilità!

Laura Massera Grazie a te caro! Alla prossima!

 

 

 

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Una risposta a "#giornatautore – Andrea Venturo"

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  1. L’ha ribloggato su Malichare ha commentato:
    Una splendida giornata trascorsa insieme ad un’allegra e arguta compagnia virtuale, ma pure concreta e ben viva. Ecco il risultato che Nicola Pera de “I Parolanti” ha saputo mettere insieme!

    Mi piace

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