#giornatautore – Luca Occhi

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Oh Buona domenica Parolanti!

Oggi è la #giornatautore dedicata a Luca Occhi, dal quale non abbiamo altro che da imparare tutti quanti.
Lo so che il paese è piccolo e la gente mormora quindi so che sapete che è lui uno dei nostri giurati (il capo? – questa informazione mi sfugge), però, GIURO, che qualunque domanda gli verrà posta che riguardi l’andamento del concorso sarà cancellata seduta stante (o appena me ne accorgo) e che il sig. Luca Occhi è gentilmente pregato di non rispondere a domande tendenziose o che entrino nel merito del concorso.

Chiediamo invece a Luca di presentarsi, brevemente, di dirci cosa scrive, perché, cosa lo ispira di più, cosa sta alla base delle sue scelte e poi scateniamoci a conoscere uno dei migliori giallisti emergenti del momento.
È tutto vostro!

Luca Occhi Buongiorno Parolanti, mi chiamo Luca e non scrivevo da quasi venti minuti. Dopo un “coma” letterario durato più di cinque lustri, mi sono risvegliato una decina di anni fa grazie a un corso e a un gruppo di scrittura collettiva, scoprendomi mio malgrado un narratore compulsivo. Ho iniziato con dei racconti, vincendo diversi premi, ultimo il Garfagnana in Giallo nel 2016. Ho pubblicato in più di una ventina di antologie e l’anno scorso è uscito il mio primo romanzo “Il Cainita” nella collana Comma21 della Damster Edizioni. Parallela alla tentata attività di scrittore, ho fondato con due amici Officine Wort (www.officinewort.it), una compagnia di ventura che si occupa di organizzare giochi e concorsi letterari. Fra i primi mi piace ricordare i Romanzi Totali “Chi ha ucciso Lucarelli” pubblicato con la Bacchilega Editore e “Chi sposerà Gianluca Morozzi” ancora in corso (se vi interessa vi racconterò cos’è un Romanzo Totale). Nei secondi, il premio letterario Turno di Notte, giunto alla decima edizione, e unico in Italia nel suo genere. Infatti, partendo da un incipit reso noto in rete alla 22:00 del primo sabato di luglio (i primi cinque anni di Gianluca Morozzi, gli ultimi cinque di Carlo Lucarelli), i partecipanti hanno tempo fino alle 5:00 della domenica per scrivere il racconto. Ma c’è di più: essendo uno dei principali obiettivi di Officine Wort quello di creare delle occasioni affinché le persone con la passione della scrittura possano incontrarsi e scambiarsi esperienze, abbiamo creato dei luoghi fisici (a Dozza Imolese Bo, Castelvetro Mo, Puegnago del Garda Bs, Riva del Garda Bs e Magenta Mi) dove i partecipanti possono ritrovarsi per passare la notte assieme a lavorare ai rispettivi racconti. Se la cosa vi incuriosisce potete dare un’occhiata al sito. Io, grazie al gruppo che ha deciso di ospitarmi, per tutta la giornata sarò comunque qua per rispondere alle vostre domande. Sono stato un po’ troppo prolisso? Vi avevo avvisati che sono un narratore compulsivo…

Chiara Miryam Novelli Molto interessante! Sicuramente leggerò con attenzione di Officine Wort, grazie. Vengo alla domanda: curiosissima del Romanzo Totale, ce lo racconti? Grazie Luca.

Luca Occhi Certo Chiara, lo faccio con piacere perchè è un genere di avventura letteraria che amo molto e come esempio, userò “Chi ha ucciso Lucarelli”. Io avevo scritto l’inicpit in cui Lucarelli veniva rinvenuto morto. Caricato sul sito di Officine Wort chiunque fosse stato interessato a partecipare al gioco aveva un mese di tempo per inviare il primo capitolo. Fra tutti i primi capitoli arrivati è stato selezionato il migliore (sia per scrittura che per sviluppo narrativo), pubblicato sul sito, passando così al secondo. Lucarelli scrisse il quinto capitolo, quello centrale, e poi via così sino alla fine. Ne è seguita la pubblicazione, e la presentazione del libro con Lucarelli con seucessiva cena assieme a tutti i partecipanti. E’ stato davvero un bel viaggio letterario, durante il quale sono nate bellissime amicizie e collaborazioni.

Chiara Miryam Novelli Bellissima esperienza umana e letteraria. E grazie a te che oggi ce l’hai fatta scoprire. Belle cose per tutto.

Luca Occhi Se vuoi metterti alla prova… il romanzo totale “Chi sposerà Gianluca Morozzi” è ancora a perto

Chiara Miryam Novelli Mi attira molto…

Luca Occhi don’t dream it be it

Maria Concetta Distefano Questa cosa di scrivere di notte! Geniale…

Luca Occhi Venghino siore e siori, mettetevi alla prova

Laura Massera Luca Occhi al Chi sposerà Gianluca Morozzi, se ce la faccio partecipo anche io

Luca Occhi Brava!

Ergo Scripsit Bellissima introduzione! Cosi tante cose in poche righe… com’è andata la partecipazione ai concorsi? come li hai scelti? per genere, per posizione geografica, per i giurati?

Luca Occhi Mah, se ti riferisci alle mie di partecipazioni all’inizio partecipavo a quasi tutti quelli che mi piacevano, a prescindere dal genere (se siamo scrittori, dovremmo essere i grado di scrivere di qualsiasi cosa). Era una sorta di palestra letteraria, indispensabile per fare un po’ di muscoli. Mi è servita ad accumulare una certa esperienza, tanto che mi hanno chiesto di tenere delle lezioni durante dei workshop dedicate esclusivamente alla partecipazione ai concorsi: come selezionarli, come evitare quelli truffa. Consiglio a tutti di partecipare ai premi letterari: è un modo per confrontarsi con gli altri e capire a che punto si è con il proprio lavoro sulla scrittura.

Ergo Scripsit … qualche indicazione su come sceglierli servirebbe, eccome! Apprezzo il non limitarsi al genere… tu leggi di tutto?

Luca Occhi Ci provo. Ho anche la fortuna di dover presentare i romanzi di tanti amici, spaziando dal noir al romance… e io appartengo alla vecchia scuola, quella che prima di presentare un romanzo se lo legge. E poi sì, cerco di leggere un po’ di tutto per capire quali sono i meccanismi narrativi dei vari generi. Anche se ho le mie letture preferite…

Ergo Scripsit Ovviamente, la domanda successiva è: quali sono i tuoi autori preferiti? riesci ancora a leggere anche al di fuori degli impegni istituzionali ?

Luca Occhi Tanti, tantissimi: S.King, Borges, Marquez, Izzo, Lansdale, Stevenson, Salgari… e basta, mi fermo qui altrimenti continuo all’infinito. Ecco, se proprio devo scegliere al Noir Nordico tanto in voga in questi anni preferisco il Noir Mediterraneo. Questione di gusti personali. Quanto al leggere al di fuori degli impegni istituzionali, è una necessità. Perché: “Se non avete tempo di leggere, non avete tempo (né gli strumenti) per scrivere. Tutto qui.” Stephen King

 

Ergo Scripsit Ce l’ho, ce l’ho… mi manca Izzo 🤔😀.. non hai paura di leggere (e di confessare che leggi) robe fantasy 😀 Sulla necessità di leggere, se si vuole scrivere, sono assolutamente d’accordo.

Luca Occhi Beh, fra i tanti ci stava bene anche Tolkien…

Ergo Scripsit Simpatico vecchietto, ha fatto miracoli e creato mondi

Luca Occhi Lui e Asimov

Laura Massera Luca Occhi Asimov

Aj Marchi Ma… Ora però puoi rivelare come scegli DAVVERO i concorsi cui partecipare…

Luca Occhi Ah ah ah… Aj è vittima di un continuo tentativo di sabotaggio. Se quest’anno riuscirà a partecipare a Turno di Notte, infatti, gli verrà assegnato il premio alla carriera, essendo l’unico ad aver già partecipato a tutte le nove edizioni precedenti. Per questo lo confondiamo sulle date e faremo di tutto per distrarlo. Scherzi a parte, anche se lui non ci crede, i concorsi a cui partecipare li scelgo… da sobrio.

Luca Occhi Nei concorsi le cose da valutare sono tantissime e ci vorrebbe una lezione apposta… io valuto da quanti anni si tiene, se prevede o meno una quota di iscrizione, che premi ci sono, cosa è previsto circa i diritti sui racconti partecipanti, se è pubblicata un’antologia e da chi, chi ha vinto le precedenti edizioni. Insomma davvero tante cose…

Laura Massera Oh Luca! Io 15 marzo! Che, si fa una festa insieme?! C’è anche Damsrer dei pesci, fine febbraio, facciamo una cena?

Luca Occhi Siamo un bell’acquario

Enrico Pompeo Grande Luca. Complimenti per le tue molteplici attività che aiutano e stimolano alla lettura e slla scrittura. Quando sei davsnti al computer, hai dei rituali che segui? Le tecniche che utikizzi sono simili nrl cado dei racconti o dei romanzi? A parte il caso del ‘Romanzo Totale’, che si sviluppa per successive aggiunte, hai già chiaro il finale? Fai una scaletta? Grazie. Evviva!

Luca Occhi Ciao Enrico, per quel che mi riguarda ogni racconto o romanzo ha una vita tutta sua. E’ capitato che avessi in mente una scena finale, e son partito senza sapere di preciso che strada prendere per arrivarci. Altre volte avevo invece una precisa scaletta per capitoli da seguire. Quindi il finale a volte c’è, a volte no, a volte cambia. Un romanzo, o un racconto, per me è una cosa viva e come tale spesso ti riserva degli sviluppi inattesi. Quanto ai rituali non ne ho, non me li posso permettere, perchè sono sempre di corsa e devo rubare il tempo per srivere a mille altre cose. Uno però resiste: facendo il pendolare, la mattina scrivo un po’ in treno, a mano. Nella pausa del lavoro ricopio a computer (perchè dopo 24 ore non riesco più a capire quel che ho scritto in fretta). E durante il ritorno edito…

Friedrich L. Friede Ciao Luca, piacere di conoscerti. Purtroppo condivido le tue abitudini nomadi (detto con Siri quando guido verso il lavoro e capisce quel che capisce). Mi conforta sapere che scrivere nei ritagli degli avanzi non è incompatibile con questa passione.

Luca Occhi La testa è sempre sulla scrittura, anche mentre si è in coda in autostrada o alle casse del supermercato

Friedrich L. Friede Ma soprattutto quando la moglie deve sottoporre questioni della massima importanza

Luca Occhi La scrittura comporta anche enormi rischi…

Enrico Pompeo Incalcolabili….bello che ci sia qualcuno ancora affezzionato alka penna e al foglio. Anche io sono tra questi. Poi, spesdo, perdo gli appunti e così sono costretto a rifarli. Che è utile: fai già una prima revisione involontaria. Scrivi in prima o in terza persona, prefetibilmente?

Luca Occhi Ho dei disturbi si personalità… con tutte a seconda delle esigenze della storia che devo raccontare. La scrittura dovrebbe diventare uno strumento talmente duttile per uno scrittore da non avere preferenze…

Friedrich L. Friede Ciao Luca, vorrei chiederti dei tuoi rapporti con l’editoria. Come ti sei trovato con quelli che hanno pubblicato le antologie, come hai scelto l’editore per il tuo romanzo, che consigli daresti a qualcuno che si affaccia a questo mondo… diciamo vario. Cose così, insomma.

Luca Occhi Quello dell’editoria è un mare pieno di insidie. La stella polare per orientarsi è la scelta di non fare mai compromessi o accettare scorciatoie (di solito ti fanno poi finire in un burrone). Io ho atteso a lungo, ma nel frattempo ho continuato a lavorare tanto, fino a quando non ho pubblicato alle condizioni che volevo, e cioè con un normalissimo contratto editoriale. Però potrei raccontarti di proposte indecenti…

Friedrich L. Friede Grazie! Tenere la barra dritta, dunque. Io mi sono scottato già al primo concorso fatto: dopo la finale mi arriva la mail, tanti complimenti e solo ottocento euri da pagare. Per la cronaca ce li ho mandati.

Luca Occhi Eh, è un mondo difficile, come cantava Tonino Carotone

Teresa Clarizia Caro Luca, buongiorno, da quanto ho capito siete uno scrittore che si è affermato nel firmamento mondiale della cultura, io vorrei chiedervi come vedete il vostro futuro di scrittore? Visto che avete tante qualità?

Luca Occhi Ah ah ah… bella battuta. Firmamento mondiale della cultura è grandiosa. Il mio futuro lo vedo impegnato nel continuare a fare quel che mi piace.

Luca Occhi Amici Parolanti, spero di aver risposto a tutti senza fare troppa confusione. Mi assento una quarantina di minuti per fare la spesa. Ho a pranzo degli amici scrittori e giornalisti… non avete idea di quanto mangiano e bevono 😀 La scrittura, fidatevi, vi ripaga in maniera che non vi aspettate. Anche con le persone fantastiche che entrano a far parte della vostra vita. A fra poco…

Iolanda Arcidiacono Complimenti Luca

Carlo Amedeo Coletta Ciao Luca , tutto veramente interessante ed affascinante, bravo! In senso buono ti invidio un po’, piacerebbe anche a me essere così immerso in questo mondo. Ma senti, curiosità di uno che lavora 12 ore al giorno e scrive solo di notte se non crolla prima, fai un altro lavoro oppure “ci mangi” con questa passione? Sarebbe il mio obiettivo in giorno ma mi pare sempre più improbabile

Luca Occhi Credo che in Italia quelli che possano vivere di scrittura si contino sulle dita di due mani. Ormai chi scrive, deve anche occuparsi di tante altre cose, come le sceneggiature televisive, i corsi di scrittura ecc.. Io ho la fortuna di fare un altro lavoro che mi da di che mangiare… La scrittura mi da quasi tutto il resto

Laura Massera Luca, come sei arrivato al noir? Perché lo prediligi? (Lo prediligi?) Piacere di lettura e piacere di scrittura coincidono? (Ad esempio io sono una divoratrice di gialli, ma non riuscirei mai a scriverne uno, almeno per ora)
Ti senti legato a questo genere o, siccome prima dicevi che un autore dovrebbe essere in grado di spaziare, credi che prima o poi scriverai altro?

Luca Occhi Sono arrivato al noir perché avevo delle storie da raccontare connotate da un forte sfondo sociale, e quello era il genere che meglio si prestava al tipo di narrazione che avevo in mente. Piacere di lettura e di scrittura nel mio caso coincidono, avendo per denominatore comune la curiosità. Per quanto riguarda i generi non mi sento legato a nessuno in particolare, tutto dipende dalle storie che decido di raccontare. E poi, oggi i generi hanno la tendenza a mescolarsi fra loro…

Laura Massera Vero… e sarà così sempre di più.

Enrico Pompeo Presumo che il buon Luca sia anche un buon cuoco e, probabilmente, un amante del vino e della tavola. Ottimo, direi. Altra curiosità: nei tuoi lavori ci sono personaggi che ritornano? Sia negativi che positivi, chiaramente. E poi, domandona – almeno per me -: quando si scrive molto in un genere definito, come si fa a non ripetere se stessi? Te lo chiedo perché mi vengono questi dubbi, anche se ho scritto poco, ma già questa angoscia di essere ripetitivo mi assale…pensa tu…

Luca Occhi Guarda, ancora inedito ho un ciclo di tre romanzi con un così detto personaggio seriale. La cosa curiosa e che il personaggio via via cresce evitando così quasi da solo di rivelarsi ripetitivo. Nel genere giallo/noir, poi, la cronaca, passata e attuale, aiuta molto nel trarre spunti sempre nuovi. Il noir, in fondo, è rimasto forse l’unico modo per fare ancora giornalismo d’inchiesta… (questa non è mia)

Annrose Jones Luca Occhi, intanto complimenti per il suo lavoro e per il suo impegno.
Vorrei sapere quali Sono, a suo parere, gli ingredienti vincenti per un concorso di scrittura. Sempre legato a questo tema le vorrei chiedere la più grossa difficoltà che ha riscontrato e la soddisfazione più grande che ha avuto nella gestione di un concorso.

Amara Rossi buona domenica Luca, volevo chiedere cosa deve avere un romanzo per ‘bucare’ senza perdersi nel mare magum del pubblicato e se, chi scrive, mentre scive, si rende conto se la sua opera potrebbe avere questa caatteristica, o meno, grazie

Luca Occhi Eeeeh, questa è una domandona difficile e sarebbe più indicato un editore a rispondere. Però, credo che la cosa fondamentale sia scrivere qualcosa che ci piaccia davvero. Quando si rilegge la prima stesura si dovrebbe poter pensare: “Cavolo ma l’ho scritto davvero io?”. Scrivete e siate felici, Lo so, sembra molto Love&Peace, ma è così che secondo me si tenta la sorte nel mondo dell’editoria… E poi, poi bisogna affidarsi agli angeli dello scrittore. Gli editor

Amara Rossi non chiedevo per me, io scrivo versi, quindi ho poco da tentare la sorte 😀 era una domanda da lettrice e la risposta è chiara, grazie

Luca Occhi Amara, la poesia e la narrativa sono universi, dal punto di vista editoriale non fra loro paragonabili. Credo che per un poeta si ancora più difficile che per uno scrittore riuscire a ritagliarsi un suo spazio… e un un pubblico.

Amara Rossi già, si dovrebbe sgomitare tanto, ma non fa per me, mi tengo il piacere, che non è poco

Luca Occhi Il piacere è tutto…

Luca Occhi Grazie Annrose, mi permetto di darti del tu. Se penso a quelli organzzati da Officine Wort soprattutto il fatto di coinvolgere i partecipanti nel concorso stesso. Ti faccio un esempio: la giuria decreta i tre finalisti di Turno di notte. I tre racconti vengono poi inviati in forma anonima anche a tutti gli altri partecipanti affinché possano esprimere il loro giudizio ed eventualmente variare la classifica finale. La difficoltà sta nelle persone che vorrebbero un giudizio sul loro racconto: non è facile, in giuria ci sono più di venti persone e i racconti l’ultima edizione erano più di 150. La soddisfazione? I tanti partecipanti che sono diventati amici e ora fanno parte della mia vita.

Annrose Jones Con alcune compagne d’avventura abbiamo organizzato qualche concorso di scrittura non a pagamento e con vincitore eletto dai partecipanti. Puntualmente abbiamo visto numerosi “brogli” e amichetti che interferivano nella fase di valutazione degli elaborati. Quali consigli potrebbe dare a chi, con molte meno pretese e a livello non professionale, cerca di promuovere concorsi di questo tipo?

Annrose Jones Non si preoccupi per il “Tu”! La mia è una deformazione professionale ormai.

Luca Occhi Io ho il vantaggio di avere una giuria di amici consolidata in dieci anni di turno di notte. Forse il primo consiglio è proprio questo: circondarti di persone in cui riponi la tua totale fiducia. Poi, concordo con te che il mondo dei concorsi è davvero strano: una volta a un importantisimo concorso nazionale mi sono sentito dire da uno dei giurati, già un po’ alticcio, “mi dispiace ma sei arrivato primo di un’altra gara”. Un’altra volta, in un altro concorso e sempre da uno dei giurati che conoscevo, “mi dispiace ma sei dovuto arrivare secondo”. Questo però non deve fermare il nostro entusiasmo. Nulla si ottiene confacilità. E poi, quel che è davvero imporante è scrivere e continuare a scrivere. (ps: anche turno di notte è gratuito e per noi e un enorme vanto).

Luca Occhi se per caso ho saltato qualche domanda fatemelo notare…

Carlo Amedeo Coletta Senti Luca, sia per mancanza di tempo sia forse per supponenza, non ho mai frequentato alcun corso. Cosa pensi possa dare a chi ama scrivere?

Luca Occhi Io posso solo raccontarti la mia esperienza personale. Per me è stato fondamentale. In tre anni ho imparato moltissimo, ma soprattutto con gli amici del corso abbiamo creato un gruppo di scrittura collettiva che mi aiutato tanto nel migliorare i miei molti difetti. Una delle cose che facevamo era l’editing collettivo. Uno scriveva un racconto e gli altri 9 lo editavano. Se 6 o 7 persone ti dicono che qualcosa nel tuo racconto non funziona, forse è meglio che metti da parte il tuo orgoglio e inizi a rifletterci sopra per bene. Tutti noi abbiamo dei tic letterari, come quelli fisici, e abbiamo bisogno di qualcuno che ci regga lo specchio e ce li faccia notare.

Friedrich L. Friede Mi allaccio alla tua risposta, che in fondo verte sul feedback. Cosa pensi delle piattaforme online, di cui al momento WattPad la fa da padrona, per interagire con altri autori e ricevere commenti?

Luca Occhi Ogni forma di scambio di vedute con altre persone che condividono la medesima passione è utile ed è un arricchimento. Poi, alcuni suggerimenti li accetti e altri no, ma il confrontarsi è fondamentale per capire a che punto ci si ritrova nel proprio lavoro sulla scrittura. L’editing, fatto da altri, da persone che col tempo ti scegli e nelle quali riponi la più totale fiducia, è un aspetto fondamentale.

Laura Massera Ottima risposta Luca, può sembrare incredibile ma c’è un tipo di psicanalisi gruppale appunto che funziona proprio a partire da questo assunto: se 7 su 9 ti dicono che stai avendo un atteggiamento non lineare allora tu cominci a rifletterci davvero.

Enrico Pompeo Credo che Luca colga un aspetto fondamentale: l’importanza di creare occasioni e incontri tra autori, addetti ai lavori, editori, librai. E sopratutto lettori. È chiaro che dipende dalla qualità di chi coordina e gestisce queste opportunità, ma è dal confronto che si cresce. Se vuoi, ci racconti un incontro, un’esperienza che ti ha arricchito durante una presentazione, un evento, un corso.

Luca Occhi Guarda, quando mi capita di tenere delle lezioni, ad esempio, esorto sempre gli appassionati di scrittura a presenziare a tutti gli incontri letterari possibili. Ogni presentazione, chiunque sia l’autore, ti insegna qualcosa: cosa fare o cosa non fare. Arricchisce la tua valigia di scrittore. Ad esempio, ricordo una presentazione di Valerio Evangelisti. Qualcuno gli chiese come nascesse la paura e lui, dopo averci pensato un po’ su, rispose: “La paura nasce dalla quotidianità per sottrazione”. Io su questa cosa ci ho riflettuto molto, e quando mi hanno chiesto di scrivere un racconto per un’antologia horror, genere che non frequentavo moltissimo, mi ci sono aggrappato tirando fuori un’idea passabile. Attorno a noi c’è la possibilità continua di imparare tantissimo. Basta volerlo e sapere che ne abbiamo bisogno, tantissimo e sempre.

Enrico Pompeo Sottoscrivo in pieno!

Maria Concetta Distefano Che bella intervista! Domande chiare e precise e risposte altrettanto chiare e precise. Non faccio domande perché le avete già fatte tutte voi. Cioè… almeno quelle che avrei fatto anche io. Vi seguo. Grazie, Luca Occhi.

Luca Occhi Grazie a te!

Iolanda Arcidiacono Da piccola scribacchina quale io sono posso dire soltanto… siete dei ” mostri” (in senso buono ovviamente) vi ammiro molto e sono contenta di essere qui, in questo gruppo. Vi seguo più che posso e cerco di imparare il più possibile 🙂
Grazie davvero

Luca Occhi Ah ah ah, ma guarda che quello nella foto con il palloncino è un avatar… 😀 Scherzi a parte siamo compagni di viaggio che si aiutano a vicenda. Almeno, per me è così che dovrebbe essere.

Enrico Pompeo Hai citato Gianluca Morozzi e Carlo Lucarelli. Come vi sirte incontrati? Avete altri progetti insieme dopo il romanzo totale? Credi che si posa parlare di una scuola ‘giallo – noir’ italiana, come in Svezia, ad esempio?

Iolanda Arcidiacono Scusami se seguo a tratti, Luca. Hai detto bene. Così dovrebbe essere, purtroppo no, non lo è. Ho avuto diverse esperienze negative in proposito, e più che deludenti poiché invidia e gelosia ne ho ricevute a josa proprio da chi ammiravo e credevo amico/a. Avevo perso la voglia di scrivere, anche se era una mia passione, e sinceramente a tutt’oggi non l’ho ancora ritrovata del tutto. Ma come si dice? Le lezioni servono ad imparare. Sono stata ingenua, lo ammetto. Così ho imparato a fidarmi poco e di pochissimi, ed ho imparato che l’umiltà e la generosità non sono di questo mondo

Luca Occhi Iolanda capita di fare delle brutte esperienze, nella scrittura come in qualsiasi altro campo, ma bisogna lasciarsele alle spalle ed andare avanti per la propria strada, continuando a fare quel che ci piace. I buoni incontri un po’ alla volta arrivano. Ad esempio, sei in questo gruppo. Di gelosia e invidia in giro ce n’è quanta ne vuoi. L’importante è cercare di non essere così noi.

Iolanda Arcidiacono Sono gli unici difetti che non ho mai avuto. Troppo ingenua per esserlo. Ma ti dirò che non ho mai avuto nemmeno la presunzione di credere in me stessa. Per me scrivere è più uno sfogo, un’evasione, un esorcizzare i miei demoni. Non ho l’ambizione di credermi brava o superiore a chicchessia. A dire il vero in questo gruppo mi sento un po’ fuori luogo, ma riconosco i miei limiti e cerco di superarli per quanto mi è possibile

Luca Occhi Credo che ciascuno abbia le proprie motivazioni per scrivere, tutte valide. La grande differenza la fa scrivere per essere o non essere letti da altri.

Iolanda Arcidiacono Grazie per le tue risposte Luca e perdonami per averti distratto dall’intervista

Luca Occhi Iolanda io sono qui apposta

Enrico Pompeo L’avevo messo nelle risposte singole. Lo riscrivo qui, che è meglio.Hai citato Gianluca Morozzi e Carlo Lucarelli. Come vi sirte incontrati? Avete altri progetti insieme dopo il romanzo totale? Credi che si posa parlare di una scuola ‘giallo – noir’ italiana, come in Svezia, ad esempio?

Luca Occhi Mah, con Gianluca capita che ci presentiamo spesso a vicenda ed è una persona di una generosità che non ci si crede. Ci conosciamo da tanto tempo ed è bello e divertente fare le cose assieme. Lucarelli si è prestato ai nostri giochi e a Turno di Notte con grande disponibilità. Diciamo anche che all’interno di Officine Wort abbiamo però la fortuna di avere una persona che lo conosce molto bene e da tantissimo tempo. La scuola italiana, più noir che gialla, esiste fuori d’ogni dubbio. Qui entra in gioco il problema della traduzione e della promozione all’estero. Non vorrei essere impreciso, ma mi risulta che in alcuni paesi del nord europa esistano dei contributi statali per le case editrici che traducono in altre lingue, libri di autori nazionali. Queste cose noi ce le sogniamo.

Maria Concetta Distefano E certo… Se fosse un film…

Linda Lercari Bartalucci interessante, Luca Occhi quindi sei più per la scrittura collettiva e collaborativa, giusto? Cosa ti affascina della condivisione con gli altri scrittori? Una cosa in particolare, grazie

Luca Occhi Linda io ho fatto parte per cinque/sei anni di un gruppo di scrittura collettiva. Ciascuno lavorava ai propri progetti individuali sia a progetti collettivi, tutti assieme. Mi è servito tantissimo. Ho imparato a lavorare assieme ad altre persone, e ho imparato la gratitudine nei confronti di chi ti regala il suo tempo lavorando a un tuo racconto. Ho imparato che collaborare è di gran lunga più soddisfacente che competere. E meno faticoso e più divertente. D’altra parte, il mondo della scrittura. bisogna ricordarlo sempre, è un mondo in cui sapersi relazionare con gli altri è molto importante.

Linda Lercari Bartalucci vorrei sapere caro Luca Occhi se ti piacerebbe cimentarti in un genere narrativo mai provato e cosa ti aspetteresti

Luca Occhi Considero la scrittura uno strumento duttile, e quindi un autore dovrebbe essere in grado di scrivere di qualunque cosa (spesso qualunque cosa gli richieda un editore). Io mi sono cimentato un po’ in tutti i generi, dal western, all’erotico, fino all’horror. Scoprendo la ricchezza del nostro vocabolario. L’horror, ad esempio, prevede l’uso di termini che raramente usiamo (o uso)…

Linda Lercari Bartalucci Luca Occhi interessante, anche l’erotico! Un collega quindi, ehehe. Bene, molto bene

Luca Occhi L’erotico è davvero difficile. Difficile non sconfinare… nella fantascienza

Linda Lercari Bartalucci Luca Occhi ahahah, io ho scritto un racconto dove ho unito entrambi i generi!!! Non ci facciamo mancare niente!!! E questo porta a un’altra domanda caro Luca Occhi, cosa ne pensi della commistione di genere?

Luca Occhi Mi piace, se la storia lo richede. La storia ha la precenza su tutto, anche su le “regole” di genere

Linda Lercari Bartalucci Luca Occhi grande!

Luca Occhi Siete tantissimi, se per caso non ho risposto a qualcuno fatemelo presente… mi sto un po’ perdendo

Nicola Pera Ciao Luca, arrivo solo adesso per motivi logistici e mi sono letto (quasi) tutta l’intervista. Non ho visto se hai già parlato de Il Cainita, io sono curioso … e NON voglio palloncini …

Luca Occhi Non ne ho parlato, perché consideravo questo appuntamento dedicato a voi più che a me 😀 Però… Il romanzo mi sta dando tantissime soddisfazioni, oltre le mie aspettative. Lo presento ovunque mi chiamino, quindi se qualcuno ha voglia di sentirmi… non ha che da organizzare.

Nicola Pera Di cosa parla? Lo ritieni appartenere a un genere specifico oppure contamina più generi?

Luca Occhi E’ un noir con una narrazione che avviene su due piani temporali, una ai giorni nostri, con una lunga catena di omicidi, e una che va dal 1914 al VI secolo dopo Cristo. La parte storica chiude ogni capitolo e aiuta a comprendere quel che accade al presente.

Luca Occhi Mi rendo conto che è molto più facile parlarne del proprio romanzo che scriverne

Laura Massera Fico!

Laura Massera Ci provo a organizzarti qualcosa a Modena, ma vorrei fare una bella cosa

Luca Occhi Cari Parolanti è tempo di cena. Per ora vi saluto. Magari ci sentiamo più tardi per la buonanotte. Grazie, grazie davvero.

Laura Massera Luca, se ripassi di qui dopo cena, ti farei una domanda a cui tengo non come editor ma come autrice.
Ti è mai capitato di avere “emesso” (pubblicato, mandato a concorso, ecc) qualcosa che poi avresti tanto voluto cambiare?

Luca Occhi Questo accade, cara Laura, praticamente sempre. Quando pubblichi qualcosa, se la la rileggi, trovi sempre mille cose da cambiare. Così, la pubblicazione segna la fine di quel che ho scritto: dopo non la rileggo mai più.

Laura Massera sì, credo sia l’unica alternativa possibile.

Nicola Pera Direi che è arrivata l’ora di ringraziare Luca per la sua disponibilità e di concludere questa lunga e fruttuosa intervista. Grazie a nome degli amministratori e di tutti i Parolanti

Luca Occhi Grazie a voi. E’ stata buna bellissima esperienza

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