Recensione di Ossigeno, di Sacha Naspini, a cura di Enrico Pompeo

C'è un filo di imbarazzo quando inizi a leggere il nuovo libro di un autore che adori. In particolare, poi, se è diventato anche un tuo vero amico che, in più, tiene laboratori di scrittura a Montevaso, l'agriturismo per seminari sulla comunicazione che è casa tua, che organizzi e dove impari cosa significa davvero scrivere.... Continue Reading →

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Recensione di È così che si fa di Giulia Rossi, a cura di Friedrich L. Friede

Succede alle volte che un libro ti incuriosisca per la sua sinossi. Magari lo acquisti in un impulso improvviso. Magari lo cominci e di colpo salta posizioni su posizioni nella tua chilometrica coda di lettura. Magari succedesse più spesso e a più persone… Ecco, fra me ed ‘È così che si fa’ è successo esattamente... Continue Reading →

Sabbie mobili – di Serena Pisaneschi

La prima cosa che sento è il corpo tremare dentro, poi mi viene da vomitare. Devo fare lunghi respiri per placare lo stomaco e non dare spettacolo, ma è anche capitato che non riuscissi a controllarmi. Oggi invece sembra che stia funzionando, chiudo gli occhi per concentrarmi sull'aria che entra ed esce. È solo un... Continue Reading →

Hot line – di Elisabetta Guolo

Osservava il cameriere con curiosità, facendo finta di assaggiare una selezione di formaggi, mentre si limitava a ridurre il pane in piccole palline di mollica. Ogni tanto sorseggiava il vino che gli aveva lasciato scegliere, dicendo che non era esperta. Sperava di trovare nell’alcol il coraggio di parlargli, come se nel calice potesse leggere qualche... Continue Reading →

Ada – di Giovanna Hugues

La donna prese il cervello e lo appoggiò su una carta stagnola. Poi aggiunse un filo d’olio e un po’ di sale quindi andò in giardino a tagliare un rametto di rosmarino e inciampò. Cadde per terra, sbatté la testa e le uscì un occhio dall’orbita. Raccolse il suo occhio, raccolse il rosmarino e tornò... Continue Reading →

Fab Four – di Claudio Santoro

Odiava quelle giornate di lavoro. Le odiava tutte. A pensarci bene, odiava anche il suo lavoro da archivista! E per premiarlo del suo stacanovismo, l’avevo persino invitato a una riunione importante. L’unica parte del corpo che muoveva era il sopracciglio, il resto del corpo sembrava congelato in una sola espressione: dal viso alle spalle, dalle... Continue Reading →

La casta – di Tiziana de Felice

Prendete un cucchiaino di furfante e un misurino scarso di cultura allungate in un brodo di paura con l'arroganza andate giù pesante. Dentro un vaso di coccio contadino perché il ferro di certo non si addice per cuocere cotanta meretrice (io non ci sprecherei neanche del vino). Questa mistura a lenta digestione ha traversato i... Continue Reading →

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